Dopo cinque giorni di navigazione e due fermi nel porto di Catania, per i migranti a bordo di nave Diciotti una prima buona notizia: scendono dalla nave i 29 minori non accompagnati. Il Ministro Salvini, in serata, ha dato il via libera allo sbarco, dopo le sollecitazioni cittadini, associazioni, Procura di Agrigento e di quella dei minori di Catania. Il via libera allo sbarco è venuto proprio dopo la richiesta ufficiale di quet’ultima in base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana. Si tratta di ragazzi eritrei tra i 14 e i 16 anni e di una bambina, saranno trasferiti in due centri di accoglienza messi a disposizione dai Servizi sociali del Comune di Catania. Gli altri 148 immigrati, invece, rimangono in attesa a bordo della Diciotti e il loro futuro è ancora incerto. Ma finora e’ l’unica concessione: “I bimbi della Diciotti possono scendere, gli altri si attaccano“, ha dichiarato senza mezzi termini Salvini, mentre giungeva anche la notizia dell’apertura di un fascicolo presso la Procura di Agrigento in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona per responsabile del Viminale, che ha prontamentereplicato “Mi denunciano? Facciano pure!“.
Sempre aperto lo scontro con Malta che oggi non ha risparmiato critiche all’Italia accusandola di “non rispettare gli impegni“, mentre il premier Conte si appellato all’Europa che, senza dare finora risposte dagli altri Paesi, sembra continuare a prende tempo. Un mare agitato da polemiche e veti incrociati, nel quale l’Unione europea stenta a trovare una soluzione per la ripartizione dei profughi e convoca per dopodomani una riunione tra 12 Paesi proprio per questo. L’Europa e’ ferma al palo, e nonostante sia in contatto da giorni con gli Stati membri per trovare una soluzione, “l’imperativo umanitario” cosi’ come lo ha definito il portavoce della Commissione stenta a trovare un soggetto disponibile, facendo sbottare il Premier Conte “Ma l’Europa vuole battere un colpo? Ancora una volta l’Italia sta mostrando il suo volto umanitario, ma il prezzo non puo’ essere rimanere abbandonata a se’ stessa” cui ha fatto eco il Ministro Toninelli “Se non manterranno gli impegni presi sui migranti noi faremo le nostre controdeduzioni su altri dossier“.
Malta inoltre oggi ha riferito di aver soccorso altri cento naufraghi su un barcone, lamentando che “sfortunatamente, Roma non ha ancora rispettato i suoi impegni sul meccanismo di redistribuzione dei migranti sbarcati a La Valletta dalla Lifeline il 27 giugno“, replicando così a Salvini, il quale ieri ha accusato il governo maltese di non rispettare i suoi impegni sugli immigrati sbarcati giugno a Pozzallo. Anche il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha provato a fare pressioni sul Sul Ministro dell’Interno “le 177 persone devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue“, ricevendo una secca risposta “Tu fai il presidente dalla Camera e io faccio il ministro, con un programma e un contratto di governo ben preciso“, cui ha controreplicato “Per me far il presidente della Camera significa fare si che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana“.
Sugli scontri politici spiccano però le indagini della magistratura: il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, salito oggi a bordo della nave, ha aperto un’indagine per sequestro di persona e arresto illegale per il trattenimento dei migranti a bordo, decisione commentata da Salvin con un “Processatemi io sono qua e ho il mandato preciso di difendere i confini di questo Paese“. Resta il fatto che ora l’inchiesta è a carico di ignoti, ma qualora fossero individuate responsabilità da parte di esponenti del Governo la palla passerebbe al tribunale dei ministri con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare. Oltre ad Agrigento, sulla vicenda indaga anche la Dda di Palermo, che ha invece aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani. Anche i pm di Catania, infine, hanno deciso di aprire un fascicolo di “atti relativi” per accertare l’esistenza di eventuali reati.
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