Navigli horror: duecento strade dissestate. Manutenzione addio.

Milano

Buche, avvallamenti e pavé instabile. Dossier del Municipio 6 alla giunta:«Finanziare subito gli interventi» 

Milano 7 Luglio – Centrotrentotto strade dissestate, 108 marciapiedi dove bisogna fare lo slalom tra buche e avvallamenti, 4 piste ciclabili groviera. Il dossier del Municipio 6 è formato da dieci pagine fitte fitte di indirizzi e annotazioni. Dai masselli del pavé horror di via Lodovico il Moro all’asfalto da rally di corso Colombo, dall’attraversamento pedonale di via Gonin a via Giambellino. Dopo un mese di sopralluoghi, tre commissioni e un lavoro certosino di raccolta di segnalazioni dei cittadini, il parlamentino del quartiere per giunta a maggioranza Pd -ha fotografato l’allarme: in pochi chilometri quadrati si contano più di duecento indirizzi disastrati. Da qui l’appello alla giunta comunale di inserire gli interventi nelle priorità del piano delle opere pubbliche. «Si sente spesso dire che la politica deve tornare ad occuparsi anche delle buche» dice il presidente del Municipio 6 Santo Minniti (Pd). «Bene, noi lo stiamo facendo. Molti consiglieri del Municipio 6, coordinati dal Presidente di Commissione Fabrizio Delfini, hanno perlustrato il territorio mappando le manutenzioni necessarie». La speranza è che Palazzo Marino, dopo mille proclami solo parzialmente messi in pratica sulla necessità di ascoltare i territori, passi all’azione. Aggiunge Minniti: «Ogni anno il Comune di Milano investe molte risorse, oltre 10 milioni di euro, sulla manutenzione stradale. Abbiamo semplicemente fatto la nostra parte perché gli interventi vadano dove c’è più bisogno». Strade e marciapiedi dissestati sono divisi tra indirizzi di «Classe A», dove le crepe sono ben visibili con probabile crescita di vegetazione; oppure finiscono nella «Classe B» se oltre alle crepe è presente un manto irregolare con avvallamenti e rigonfiamenti. «In molte zone le manutenzioni non vengono eseguite da troppo tempo» sottolinea Piermario Sarina, capogruppo della Lega in Municipio 6, «i cittadini ci segnalano spesso numerose zone pericolose». Basta fare due passi per capire la gravità della situazione. «Bisogna sempre guardare dove si mettono i piedi», sussurra una signora all’amica mentre la sostiene tenendola sotto il braccio. A camminare lungo le vie che portano alla Darsena, infatti, a detta dei residenti, si corrono dei rischi. Sui marciapiedi si susseguono voragini e lastroni fuori posto. Il manto stradale di molte vie principali e secondarie è deformato. Via Barbavara è solo una delle tante. Sbuca su viale Gorizia, ma allo stesso tempo non è distante dalle attività commerciali dei Navigli. Una strada residenziale, percorsa però da buche che a spanne saranno larghe più di un metro. Non è da meno il più noto corso Colombo, parallelo a via Barbavara. Fino a piazzale Cantore è dissestato, in più punti, tanto che quando si attraversano le strisce bisogna stare attenti oltre alle auto che curvano, anche a non inciampare sui cubetti del pavé. Fino ad arrivare lungo viale Gorizia, punto di incontro del sabato sera di centinaia di giovani. E qui in mezzo alle buche ci sono ancora i mozziconi di sigarette e pezzi di bicchieri di plastica, lasciti della movida. «In questo punto ieri in bici ho perso l’equilibrio a causa di una buca. Sono caduta in strada e per fortuna in quel momento non passavano auto », racconta una ragazza. Ma allontanandosi dalle acque della Darsena per attraversare la passerella di via Tortona, la situazione è la medesima: via Stendhal, via Bergognone, via Savona scorrono tra asfalto dissestato e masselli fuori posto. Nemmeno un cartello a segnalare il pericolo. Tutto lasciato all’attenzione dei cittadini.
Massimo Costa – Miriam Romano (Libero)

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