Cento profughi allontanati dalla Centrale. Alla buon’ora

Milano

Milano 23 Ottobre – Finalmente hanno lasciato fare alla Polizia il proprio lavoro. E così, in una sola sera circa 100 stranieri, la maggior parte dei quali sostava nei pressi della Stazione Centrale di Milano, sono stati fermati ieri sera dalle forze di polizia al termine di un servizio di controllo scattato dopo la maxi rissa ripresa in diretta dall’esponente leghista Luca Lepore e postata su Facebook.
Al termine dei controlli, i cento stranieri sono stati trasferiti presso gli “hot spot” attivati sul territorio nazionale per le ulteriori verifiche e il ricollocamento presso i centri di accoglienza straordinari (Cas) fuori dalla regione Lombardia.
“Tutto questo – commenta il capogruppo regionale di FdI-An, Riccardo De Corato – succede dopo che persino la stampa internazionale, come il Daily Express, dedica ampi reportage a una situazione di profondo imbarazzo. E’ da mesi che denunciamo la pericolosità sociale e le tensioni che si stanno creando attorno alla stazione Centrale, dove ogni giorno passano decine di migliaia di persone. I milanesi sono stufi di vivere in un continuo film dell’orrore”

Aggiungerei che questa operazione è l’insieme di tutto quello che non funziona nello schema di accoglienza. Prima di tutto, questa gente doveva stare in altri hub. Sono spariti. Qualcuno si è premurato di cercarli. O ce ne freghiamo e lasciamo che facciano quello che vogliono? Secondo, la polizia ha agito con efficienza come sempre, ma quanto durerà? Se nessuno si incarica di controllare dove stiano e cosa facciano quanto credete ci metteranno a tornare od ad essere sostituiti? Terzo, è del tutto inutile mettere gente che vuol andare in Svezia a Cesano Boscone. Cesano è una bella e ridente cittadina che a questa gente parrà sempre e comunque una prigione. Da cui si evade tornando in stazione Centrale. A Milano. La prima metafora che mi è venuta in mente è svuotare il mare col cucchiaino. Ma quella più corretta è scopare il mare.

Di certo il problema non si risolve così. Non vanno riportati nei centri di emergenza. Vanno rimandati a casa. Bisogna cominciare ad inasprire le condizioni di attesa dello status di profugo: per esempio prevedendo che abbandonare la struttura porti in automatico a rimpatrio. O che non frequentare corsi di lingua porti al rimpatrio. Eccetera. Ovviamente questo non succederà mai. Se mi rimpatriassero una fonte di reddito da 1000 euro al mese io mi opporrei. Soprattutto una che manco so dove sia mentre mi pagano per accoglierla.

Luca Rampazzo

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