Milano 4 Febbraio – Nei prossimi giorni si discuterà una delibera in consiglio di zona 2 che smaschera le fandonie della giunta Pisapia sul tanto decantato “laboratorio culturale di via Padova”.
Il documento, presentato dalla maggioranza, chiede, che in via Padova fino al civico 270 e nelle vie limitrofe, sia vietata la vendita per asporto di bevande, salvo in bicchieri di carta o plastica o in lattine. Motivo: conclamati problemi di sicurezza urbana e di ordine pubblico, cagionati o aggravati dall’abuso di sostanze alcoliche, tra i quali si sono registrati episodi di violenza anche gravi e violazioni di norme del Regolamento Comunale di Polizia Urbana, del Regolamento d’Igiene e del Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati e la tutela del decoro e dell’igiene ambientale, che determinano intollerabili problemi ambientali e igienici e aggravio dei costi pubblici di pulizia. In pratica la cartina tornasole di una situazione di insicurezza e degrado che denuncio da anni, che le anime belle della sinistra non riescono più a negare davanti alla montante protesta dei residenti, anche se cercano di stemperare il loro fallimento, sostenendo che il fenomeno, critico in quella parte del territorio, è presente in tutta la zona 2.
Cosa che non è! Vedremo ora, se una volta resisi conto che il semplice divieto di vendere bevande in bottiglia, nulla potrà contro una situazione che richiederebbe ben altri e più decisi interventi, avranno il coraggio di adottarli, o se continueranno a raccontarci la favola che “via Padova è il meglio di Milano”.
Mentre la zona affonda nel degrado e nella criminalità, il Comune continua a vantarsi incredibilmente di quest’area multietnica non rendendosi conto dei problemi nè facendo nulla per intervenire. Non basta vietare le bottiglie in vetro per risolvere la situazione. La giunta arancione prenda atto delle condizioni invivibili in larga parte di Via Padova e la smetta di negare gli interventi anti degrado e anti criminalità che da tempo i cittadini chiedono. L’esperimento multiculturale è clamorosamente fallito, la realtà è quella di un ghetto senza legge.
Silvia Sardone
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