Navigli, Mercato Metropolitano: che cosa resta nel dopo Expo

Milano

Milano 10 Novembre – Expo è finita. Milano appare come il palco scenico di un teatro dopo lo spettacolo. I monumenti di tubi Innocenti davanti al Castello Sforzesco sono ancora lì, inutili e brutti. Le insegne Expo, i cartelli stradali Expo indicano qualcosa di ormai passato. Il traffico è diminuito, le tariffe degli alberghi si sono calmierate. ok-expogateTuttavia iniziative commerciali nate per Expo continuano in città. Un esempio si trova negli ex magazzini della ferrovia di Porta Genova dove esiste ancora il Mercato Metropolitano, uno spazio semi coperto che ospita i banchi del fresco e le botteghe del cibo da consumare sul posto, con circa 2.000 prodotti tipici da provare e acquistare: dal pane appena sfornato alla pizza, dai fritti alla piadina romagnola, e poi carne, pollo, pasta fresca, piccola pasticceria, caffè, birra agricola artigianale. L’iniziativa si è giovata di un potente finanziamento (si parla di almeno 200.000 euro) del Ministero per le politiche Agricole Mipaf. Cosi hanno pagato l’affitto alle ferrovie per l’area!

Questo mercato doveva terminare a fine ottobre, insieme a Expo. Invece sembra che il successo riscontrato fra i radical chic della Milano di Pisapia abbia permesso il prolungamento della parte al coperto dell’iniziativa fino a fine anno. Alcuni lavoratori sul posto si aspettano addirittura una proroga di due anni…

Le campate dei tetti polverosi insistono ancora sopra alle strutture delle cucine. Certo, dopotutto era un magazzino ferroviario, poi dato alla fiera di Senigallia per ghettizzarla e controllare meglio i traffici a volte illeciti di biciclette e chincaglieria. Probabilmente lo stile “centro sociale” con cui il Mercato Metropolitano è stato concepito permette anche di chiudere due occhi davanti alle norme igienico sanitarie. Fuori da lì le autorità competenti non fanno sconti Mercato_Metropolitano_tables-620x342ai poveri commercianti vessati dai continui controlli, ma al Mercato Metropolitano, tutto sembra essere lecito.

Le tavolate dove le persone si accalcano a mangiare ricordano quelle della festa dell’unità. I prezzi delle pietanze sono in contrasto con l’ambiente popolare e proletario: una birra piccola 5 euro, una piadina 7 euro. Con gli stessi soldi si può comodamente pranzare in una buona pizzeria, seduti, serviti e senza fare code. Visitando questo spazio mi sono chiesto dove fossero finite le bancarelle in cui si trovano biciclette rubate. Ebbene il famoso mercato delle pulci milanese è stato rimesso su strada sulla Ripa di Porta Ticinese, degradando ulteriormente l’area. Mi chiedo con quale serenità i residenti possano vivere e riposare sui navigli: traffico chiuso, locali di ogni genere aperti fino a tarda notte, bancarelle nel week-end, abusivi ovunque che intralciano la ripa e l’alzaia con borse contraffate, occhiali, selfie sticker. E poi ancora nel weekend le canoe della Canottieri San Cristoforo che passano con i mega tamburi per scandire il ritmo dei vogatori…un incubo. Unico sollievo per i residenti sono le zanzare che in questo periodo sono quasi tutte in letargo.

Più in là la nuova darsena, ancora venditori abusivi sulla passeggiata all’ombra dei nuovi muri di mattoni rossi. Vogliamo poi parlare delle orride mega lumache di plastica piazzate qua e là in Piazza XXIV Maggio? Questa piazza dopo anni di lavori appare come una foresta di pali di acciaio per cartelli stradali, semafori, e illuminazione. Le carreggiate sono state ristrette e come al solito via libera ovunque alle biciclette.

Matteo Aletti

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