L’esame del dispositivo servirà a stabilire se l’incidente del 27 febbraio sia stato causato da un guasto meccanico o da un errore umano.
Sono iniziate le operazioni tecniche sulla scatola nera del tram della linea 9 che, lo scorso 27 febbraio, è deragliato in via Vittorio Veneto a Milano. L’incidente, culminato con l’impatto contro un muro, ha provocato la morte di due persone. Le indagini della Polizia locale sono coordinate dal pm Corinna Carrara e dall’aggiunto Calogero Piscitello; il conducente del mezzo è attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose.
Il ruolo dell’analisi tecnica
L’estrazione dei dati dal dispositivo è il passaggio cruciale dell’inchiesta. Dopo gli interrogatori e l’analisi del cellulare del conducente, la scatola nera permetterà di ottenere dati oggettivi sulla dinamica. L’incarico è stato affidato oggi a un consulente tecnico e, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, l’accertamento sembra essere di tipo ripetibile.
Le ipotesi degli inquirenti
La Procura deve valutare se lo schianto sia dipeso da un guasto tecnico o da una responsabilità del manovratore. Il conducente ha dichiarato di aver avuto un malore improvviso dovuto a un forte dolore fisico, ma gli inquirenti stanno verificando anche l’ipotesi di una distrazione legata all’uso del telefono, che avrebbe impedito il corretto azionamento dello scambio.
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