Arena Santa Giulia e il nodo extracosti: scontro in commissione a Milano

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IILa questione ha riacceso la polemica in commissione tra chi critica l’esborso pubblico a favore di un privato e chi difende l’operazione come necessaria per il successo dei Giochi.

Le basi del riconoscimento economico

Il riconoscimento degli extracosti si fonda sul fatto che Eventim ha sostenuto spese aggiuntive per rispondere a un “obbligo di servizio pubblico”, sancito dal decreto Sport di luglio 2025. In sostanza, senza l’accelerazione dei cantieri, la struttura non sarebbe stata pronta per l’appuntamento olimpico.

I numeri del contenzioso:

  • Richiesta di Eventim: 134 milioni di euro.

  • Somma attualmente riconosciuta dallo Stato: 21 milioni di euro.

  • Valutazione del Comune: 53 milioni (escluse voci come l’aumento delle materie prime).

L’amministrazione comunale affiderà a un soggetto terzo il compito di definire una quantificazione ulteriore. L’avvocatura comunale non esclude un possibile ricorso da parte di Eventim, ma si è dichiarata pronta a resistere in giudizio.

Le critiche: tra eredità olimpica e libero mercato

Tommaso Gorini

Il presidente della commissione Sport, Tommaso Gorini (Verdi), ha contestato la definizione dell’opera come lascito dei Giochi, ricordando che l’infrastruttura era già prevista dal piano del 2004: “L’arena ci sarebbe stata comunque, le Olimpiadi rappresentano solo una piccola fetta della sua storia”.

Gorini ha sollevato due punti critici:

  1. Gestione del rischio: L’intervento pubblico per coprire i rincari è stato giudicato incoerente sia con l’anima socialdemocratica che con quella liberale della maggioranza, poiché azzera i rischi d’impresa del privato.

  2. Disparità di trattamento: È stato sottolineato come il Comune sia rigoroso con i piccoli concessionari dei centri sportivi, ai quali non vengono riconosciuti aiuti per i rincari contrattuali, a differenza di quanto sta accadendo con il grande gestore dell’Arena.

La replica dell’assessora Riva: la visione globale

Martina Riva

L’assessora allo Sport Martina Riva ha difeso l’operato della giunta citando i 2,5 miliardi di produzione mossi dalle Olimpiadi, a fronte dei quali i 21 milioni di extracosti sarebbero una cifra contenuta. “Dobbiamo chiederci se sia giusto discutere su un milione in più o in meno a fronte delle centinaia di milioni recuperati o investiti”, ha affermato.

Riva ha rivendicato i benefici ottenuti dalla città, come i voucher sportivi per i giovani e il miglioramento dell’accessibilità nelle metropolitane. Concludendo il suo intervento, ha posto un aut-aut politico: “Dobbiamo chiederci se vogliamo politiche che cambiano la città o se preferiamo la decrescita felice. Dire di no significa fermare il Paese”.

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