L’uomo è accusato di aver ucciso la giovane con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà, un impianto accusatorio che la Procura di Pavia ritiene ormai definito e sufficiente per procedere verso la richiesta di rinvio a giudizio.
La svolta era attesa, ma la sua formalizzazione segna un passaggio decisivo in una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi vent’anni. Ad Andrea Sempio, 38 anni, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini per il delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. L’uomo è accusato di aver ucciso la giovane con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà, un impianto accusatorio che la Procura di Pavia ritiene ormai definito e sufficiente per procedere verso la richiesta di rinvio a giudizio.
Un anno di accertamenti: il quadro probatorio ritenuto “consolidato”
L’avviso alla difesa di Sempio chiude formalmente un’indagine durata poco più di un anno, durante la quale i magistrati pavesi hanno riesaminato:
- tracce genetiche attribuite a Sempio, tra cui il DNA sotto le unghie della vittima
- la controversa impronta 33 sul muro della scala che porta alla cantina
- il presunto falso alibi dello scontrino, ritenuto dagli inquirenti non compatibile con gli orari del delitto
- le intercettazioni ambientali, comprese quelle in cui Sempio, da solo in auto, avrebbe fatto riferimenti ritenuti significativi dagli investigatori
- le consulenze tecniche aggiornate, tra cui quelle medico-legali sulla dinamica dell’aggressione
Secondo la Procura, l’insieme degli elementi raccolti configura un quadro accusatorio coerente, tale da sostenere l’imputazione per omicidio volontario aggravato.
Le prossime mosse: richiesta di processo e trasmissione degli atti a Milano
Con la chiusura delle indagini, la Procura di Pavia si prepara ora a due passaggi distinti:
- Richiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, aprendo così un nuovo capitolo processuale sul delitto di Garlasco.
- Trasmettere alla Procura generale di Milano l’intero fascicolo degli accertamenti svolti nell’ultimo anno, come già annunciato.
Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante: la documentazione servirà a sollecitare una richiesta di revisione del processo che nel 2015 portò alla condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi.
La Procura pavese ritiene infatti che gli elementi emersi nell’indagine su Sempio possano incidere sulla valutazione complessiva del caso, aprendo la strada a una possibile revisione del verdetto che da anni divide opinione pubblica e giuristi.
Un caso che continua a riaprirsi
A quasi vent’anni dal delitto, il caso Poggi resta uno dei più complessi e dibattuti della cronaca giudiziaria italiana. La notifica della chiusura delle indagini a Sempio e la parallela iniziativa verso la revisione del processo Stasi segnano un nuovo snodo, destinato a riaccendere interrogativi, tensioni e attese.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845