Nato nel 2007 a Seattle per iniziativa del disegnatore Gabriel Campanario, il movimento Urban Sketchers ha trovato terreno fertile anche in Italia. A Milano, in particolare, questa community restituisce un’immagine inedita della metropoli, documentando l’evoluzione urbana attraverso il fascino dell’illustrazione dal vivo.
La nascita di una comunità internazionale
La storia del movimento ha inizio quasi vent’anni fa. Era il 2007 quando il giornalista e illustratore Gabriel Campanario aprì un forum online rivolto a chiunque amasse ritrarre la città “dalla finestra di casa, da un caffè o da un angolo di strada”. L’anno successivo, il progetto si è evoluto nel blog ufficiale Urban Sketchers, una piattaforma nata per permettere a tutti di “scoprire il mondo un disegno alla volta”.
Urban Sketchers Milano: identità e gestione
Attiva dal 29 marzo 2008, la sezione milanese è oggi un punto di riferimento per gli artisti locali. La gestione della community è attualmente affidata a Valentín Di Salvo, Noemi Zucca, Stefano Ziffarelli e Daniela Paglia, che coordinano un gruppo basato su regole precise per preservare lo spirito originario.
Chi si unisce al gruppo è invitato a presentarsi per favorire la relazione umana, rispettando l’obiettivo principale: condividere esclusivamente lavori realizzati a Milano. Per le opere prodotte in altre località, il movimento si appoggia alla rete di Urban Sketchers Italy o ai rispettivi gruppi locali.
Il manifesto del disegno urbano
La partecipazione è guidata dai principi cardine del manifesto internazionale, che impone di:
-
Disegnare esclusivamente sul posto, all’aperto o al chiuso.
-
Catturare ciò che si vede attraverso l’osservazione diretta.
-
Documentare il tempo e lo spazio, rimanendo fedeli alle scene osservate.
-
Raccontare la storia dei luoghi che si vivono e si visitano.
Abitare la città: da Casa Galimberti ai giardini segreti
Gli Urban Sketchers Milano non sono semplici disegnatori, ma una community che vive lo spazio pubblico in modo alternativo, sottraendosi alla frenesia metropolitana.
Tra le tappe più significative spicca la sessione dedicata a Casa Galimberti in Via Malpighi 3 — gioiello del liberty milanese celebre per i suoi motivi floreali e i rivestimenti ceramici. Più recentemente, lo scorso ottobre, oltre 90 artisti si sono riuniti per immortalare il giardino di Via San Martino. Grazie a un’apertura eccezionale, il gruppo ha potuto ritrarre le vestigia del Monastero delle Dame Vergini alla Vettabbia, offrendo decine di interpretazioni diverse e punti di vista inediti su un angolo nascosto della città.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845
