La vicenda del giovanissimo studente bellunese, che ha commosso e indignato l’opinione pubblica, si avvia verso un epilogo decisamente più luminoso. La Fondazione Milano Cortina 2026 ha infatti ufficialmente invitato l’undicenne a ricoprire un ruolo da protagonista durante la cerimonia di apertura delle imminenti Olimpiadi invernali a Cortina.
L’antefatto: una lunga marcia nel gelo
Tutto è iniziato martedì scorso, in un pomeriggio segnato da temperature rigide e neve abbondante. Il bambino, di soli undici anni, era salito sul bus di linea per tornare a casa dopo la scuola. Tuttavia, a causa di un problema burocratico legato all’abbonamento, è stato fatto scendere dal mezzo lontano dalla sua destinazione.
Invece di perdersi d’animo, il piccolo ha intrapreso una vera e propria prova di resistenza: ha camminato per chilometri sotto la fitta nevicata per raggiungere la propria abitazione, affrontando da solo il freddo e i pericoli della strada. Un episodio che ha sollevato pesanti critiche sulla gestione del servizio e sulla mancanza di sensibilità data l’età del passeggero e le condizioni meteo proibitive.
Il riscatto olimpico
Per trasformare quel brutto ricordo in un’esperienza indimenticabile, l’organizzazione dei Giochi ha deciso di coinvolgerlo nell’evento inaugurale a Cortina. Secondo quanto appreso, la famiglia avrebbe accolto la proposta con grande entusiasmo, vedendo in questo gesto un modo per restituire serenità al figlio dopo lo spavento subito.
Le indagini interne
Sul fronte delle responsabilità, la società Dolomiti Bus, che gestisce il servizio di trasporto nella provincia di Belluno, ha rotto il silenzio. L’azienda ha confermato l’avvio di un rigoroso accertamento interno per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e valutare la condotta del personale a bordo, ribadendo l’intenzione di fare piena luce su quanto accaduto.
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