Buongiorno ai lettori, i risultati delle grandi sfide della domenica hanno inevitabilmente modificato la classifica, allontanando dalla capolista alcune inseguitrici. Vediamo nel dettaglio cosa è successo:
Sassuolo-Cremonese 1-0
Grazie a un gol di Fadera dopo pochi minuti, il Sassuolo conquista i primi tre punti del 2026. Vittoria pesantissima della banda di Grosso contro la Cremonese al Mapei Stadium, che vola momentaneamente al decimo posto in classifica, a +9 sulla zona retrocessione. Grigiorossi ancora sconfitti e mai veramente pericolosi. Si rivede in campo Berardi dopo l’infortunio.
Genoa-Bologna 3-2
Il Bologna perde ancora colpi, un’altra occasione buttata dei rossoblu di Italiano che, in vantaggio 2-0, si fanno ribaltare dal Genoa al 3-2. Al Ferraris una partita dai mille volti con la formazione di Italiano in controllo fino al rosso di Skorupski, uscito in maniera scomposta su Vitinha. Da lì i gol di Malinovskyi su punizione e l’acrobazia di Ekuban. Nel recupero Messias regala i tre punti a De Rossi.
Atalanta-Parma 4-0
L’Atalanta ritorna a vincere e convincere, e lo fa tra le mura amiche contro il Parma di Cuesta. La squadra di Palladino riesce ad alternare qualità e cinismo. Scamacca sblocca la partita dal dischetto, poi i padroni di casa si esaltano sulle giocate di De Ketelaere: un assist del belga premia De Roon, che segna la rete del raddoppio, mentre Carnesecchi diventa protagonista con un paio di ottime parate su tentativi di reazione del Parma. Nel secondo tempo Palladino manda in campo l’ispiratissimo Krstovic e l’Atalanta chiude i conti. L’attaccante montenegrino della Dea, prima serve l’assist per il gol del 3-0 targato Raspadori e poi segna il gol che chiude la partita. La Dea si impone con una rotonda quaterna e continua la propria scalata in classifica verso la zona Europa, provando a restare nella scia del Como.
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Juventus-Napoli 3-0
Pesante disfatta per Conte & C., che non si limita al punteggio ma va a sottolineare gli effetti, piuttosto significativi per la classifica e le aspirazioni di scudetto. Con questo risultato, infatti, il Napoli scende a -9 dall’Inter capolista e viene avvicinato proprio dalla Juventus, che si piazza al quarto posto ad un solo punto dai partenopei appaiati alla Roma. Aldilà delle assenze, oggettivamente importanti (Politano, Neres, Rahmani, Milinkovic Savic), il Napoli non è riuscito a contenere la supremazia dinamica e la carica agonistica dei bianconeri, che hanno in pratica dominato gran parte della gara, sovrastando i campioni in carica con una intensità di gioco che ha permesso raramente agli avversari di replicare con efficacia. McTominay quasi impalpabile, Hojilund stretto nella morsa della difesa di Spalletti, ha avuto qualche guizzo ma non è riuscito a concretizzare veri pericoli, tranne una fiondata ravvicinata sull’esterno della rete di De Gregorio. Di David, Yildiz e Kosticle firme del trionfo dei bianconeri, capaci di mettere sotto dal primo all’ultimo minuto gli azzurri, palesemente condizionati dalle numerose assenze.
Per Conte, che vive una delle serate più amare della stagione in quello che era il suo stadio, si tratta della quinta sconfitta stagionale in campionato. Il capitombolo contro la Juve pesa tanto, ma possono consolare due buone notizie in una giornata da dimenticare in fretta: l’esordio di Giovane e il ritorno in campo nei minuti finali di Lukaku. Spalletti si gode una Juventus rigenerata, bella da vedere e spietata nei momenti chiave dell’incontro.
Roma-Milan 1-1
Frena all’Olimpico la rincorsa del Milan, ostacolata da una Roma tignosa che Gasperini ha organizzato per impedire danni, riuscendo nell’intento e, anzi, rischiando di portarsi a casa il bottino pieno. Un punto a testa, più inutile per il Milan in chiave di continuità, ora che la classifica si è allungata ulteriormente a favore dell’Inter a +5 sulla seconda, proprio la squadra di Allegri. Partita con migliore approccio, la Roma mette da subito in chiaro quello che sarà il leitmotiv del primo tempo: pressione alta e pallino di gioco in mano ai giallorossi, che mettono alla prova Maignan al 1′ con Malen, e al 9′ con Koné, prima di sfiorare di nuovo con l’olandese il gol del vantaggio al 19′, con un sinistro che si spegne di poco a lato della porta rossonera. Il Milan sta basso e fatica a ripartire, i minuti passano e le occasioni per la Roma continuano a fioccare: Malen, Celik e poi ancora Celik, ma davanti c’è la muraglia non cinese ma francese, di nome “Maignan“. Riposo sullo 0-0, il Milan tira il fiato e alla ripresa del gioco prova ad alzare il baricentro, Modric ha più spazio, complice anche l’infortunio occorso a Koné che era a uomo su di lui. Rabiot scalda Svilar con un sinistro insidioso, poi al 63′ i rossoneri trovano il vantaggio. E’ Modric a mettere sulla testa di De Winter la palla da spingere dentro su azione da corner. La partita si accende, Allegri cambia gli attaccanti, Gasperini anche, inserendo Vaz e Pellegrini. Sarà proprio l’ex capitano a siglare il pareggio di lì a poco: mani di Bartesaghi in area, e rigore trasformato da Pellegrini. Nel finale la Roma ci prova di più del Milan ma non trova il varco giusto, e arriva il triplice fischio.
A conclusione della giornata, oggi alle 20,45 il posticipo tra H.Verona e Udinese.
In attesa della 23a giornata di campionato (anticipo di venerdì 30 gennaio tra Lazio e Genoa), tornano le coppe europee con le ultime partite della fase intermedia, con le quali verranno definiti gli ottavi dopo le qualificazioni ai play off, a cui hanno accesso sicuro 3 squadre italiane su 4 (Inter, Atalanta e Juventus). Solo il Napoli ha ormai scarse speranze, costretto a vincere l’ultimo incontro e sperare in qualche risultato favorevole nelle altre partite del gruppo. Ma l’avversario non sarà dei più facili, essendo il Chelsea.
Arrivederci e buona settimana a tutti!

