Giustizia: innocenti in cella e indennizzi record, il conto salato degli errori

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Oltre 4 milioni spesi per chi ha subito processi inutili, mentre l’Anm tace sul fallimento dei giudici come filtro alle Procure.

Una montagna di denaro pubblico per riparare vite spezzate. Sia per chi è finito dietro le sbarre da innocente, sia per chi ha dovuto subire l’umiliazione e i costi di un processo penale terminato nel nulla. L’ultima relazione del Guardasigilli Carlo Nordio, incrociata con i dati raccolti dal Dubbio, scatta l’istantanea di una giustizia trasformata in un “tritasassi” che colpisce bersagli sbagliati. Il dato politico è chiaro: il meccanismo che dovrebbe filtrare le pretese dei pm non funziona, trasformando i giudici per le indagini preliminari in semplici passacarte delle Procure.

I difensori dello status quo, pronti a votare “No” al referendum, sostengono che l’alto numero di assoluzioni dimostri l’autonomia dei giudici. La realtà dice il contrario: quelle assoluzioni sono la prova di sofferenze e carcerazioni che si potevano evitare se i giudici avessero valutato con rigore le accuse prima di dare il via libera a processi e arresti. Nel solo 2025, sono stati 919 i cittadini che hanno chiesto un ristoro per i danni subiti; per 625 di loro lo Stato ha ammesso l’errore versando risarcimenti per 4,4 milioni di euro. Una cifra che sarebbe astronomica se non esistesse il tetto beffa di 10mila euro, spesso insufficiente a coprire persino le spese legali.

Il primato dell’errore e il sistema dell’impunità

A questo conto salatissimo si aggiungono i 24 milioni di euro (dato parziale riferito a ottobre) spesi per l’ingiusta detenzione. In cima alla classifica degli uffici giudiziari che sbagliano di più troviamo le procure di Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo e Roma. Un record negativo che mette a nudo la fragilità di un sistema dove la libertà del cittadino sembra valere meno dei teoremi dell’accusa.

Di fronte a questo scenario di inefficienza e sofferenza umana, la giustizia si scopre però incredibilmente mite con se stessa. Su 92 segnalazioni contro magistrati gestite dall’ispettorato ministeriale nell’ultimo anno, solo 19 si sono trasformate in una proposta di procedimento disciplinare. Numeri che confermano la percezione di un sistema che sanziona duramente il cittadino per colpe inesistenti, ma fatica a chiedere conto dei propri sbagli a chi indossa la toga.

Il bilancio del fallimento giudiziario (Dati 2025)

Voce del danno Numeri del caso Costo per lo Stato (Indennizzi) Impatto Sociale
Ingiusti Processi 919 istanze (767 accolte) 4,4 Milioni € Vite sospese per anni e carriere distrutte.
Ingiusta Detenzione Migliaia di casi (dato parziale) ~24 Milioni € Perdita della libertà e trauma psicologico indelebile.
Sanzioni ai Magistrati Solo 19 su 92 segnalazioni Zero (costo nullo per chi sbaglia) Senso di impunità e sfiducia nelle istituzioni.
Procure “Maglie Nere” Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Roma Massimo tasso d’errore Territori dove la pressione giudiziaria è più distorsiva.

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