Un dialogo continuo tra gioiello e abito, mostrando come entrambi siano stati strumenti fondamentali per definire i ruoli, status e personalità all’interno della società.
E’ il filo conduttore della mostra dal titolo ‘The Gentleman – Stile e gioielli al maschile’ che, iniziata il 16 gennaio, occuperà le sale di Palazzo Morando fino al 27 settembre prossimi.
“È un’esposizione che si inserisce in un momento storico in cui il gioiello riprende protagonismo nella storia del costume contemporaneo: credo sia una mostra molto opportuna per la sua rilevanza storica e per la prospettiva maschile insolita, ma attuale”, ha sottolineato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. Mara Cappelletti, curatrice della mostra, ha evidenziato come “negli ultimi anni sulle passerelle e negli eventi importanti gli uomini abbiano ritrovato l’interesse nell’indossare gioielli, superando in alcuni casi anche la divisione tra maschile e femminile”.
Il percorso espositivo della mostra si sviluppa secondo una struttura cronologica, frutto di un lavoro di ricerca svolto in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università Statale di Milano, dal Settecento all’età contemporanea. “Guardando questa mostra mi piacerebbe che lo spettatore si rendesse conto di quanto i gioielli raccontano della nostra storia, a cominciare dalla loro produzione.
Milano è sempre stata un centro fondamentale per la produzione gioielliera”, ha spiegato la professoressa Emanuela Scarpellini, docente di culture del made in italy in moda e design presso l’Università Statale.
Infine Sacchi è tornato sulle nuove aree per il pubblico che si insedieranno nei siti espositivi comunali e per le quali è stata avviata a dicembre scorso un’indagine esplorativa per le manifestazioni d’interesse: “Le tendenze di progettazione museale internazionali di questo tempo ci dicono che un luogo come Palazzo Morando deve avere una caffetteria, una biglietteria e un luogo di servizio sociale e di frequentazione, aldilà delle mostre che accoglie.
L’idea di questa manifestazione di interesse è cercare operatori che abbiano voglia, in solidarietà con il Comune e con la missione di questo luogo, di attivare servizi di caffetteria, che poi portano un nuovo pubblico”.
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