Nonostante i dati sull’inquinamento a Milano continuino a smentire l’efficacia miracolosa dei blocchi stradali, Palazzo Marino non accenna a fermarsi. Il 2026 segnerà un’ulteriore stretta per gli automobilisti con l’arrivo di nuovi occhi elettronici pronti a sanzionare, confermando una politica “anti-auto” che sembra guardare più al bilancio che ai polmoni dei cittadini, con un programma rimasto in studio per anni e che ora sembra pronto a trasformarsi in una pioggia di verbali per i milanesi.
Dalla “vetrina” di via Montenapoleone ai quartieri residenziali
La strada è già stata tracciata lo scorso settembre con l’avvio delle sanzioni per la Ztl di via Montenapoleone, attiva 24 ore su 24. L’area, delimitata da via Manzoni, via Senato, via San Damiano, corso Monforte e via Cino del Duca, ha segnato l’inizio di una nuova fase di chiusure. Ma il programma del Comune è molto più ambizioso e punta a estendersi ben oltre il lusso del centro.
Isola e San Siro: i nuovi bersagli delle telecamere
Il 2026 sarà l’annata decisiva per due aree storicamente critiche, dove la chiusura viene giustificata con la tutela dei residenti, pur lasciando perplessi sulla gestione della mobilità generale:
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Il fortino dell’Isola: La Ztl sorveglierà gli accessi in un perimetro vasto che va dal parco della Biblioteca degli Alberi fino a viale Stelvio, e da via Farini a viale Zara. Qui la restrizione sarà notturna (dalle 19:30 alle 6 del mattino), ufficialmente per proteggere il quartiere dal caos della movida, ma di fatto complicando la vita a chiunque graviti attorno a una delle zone più vive della città.
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L’assedio a San Siro: Un capitolo ancora più complesso riguarda il quadrilatero dello stadio, sistematicamente “preso d’assalto” durante partite e concerti. L’area interessata è enorme: comprende lo stadio, l’ippodromo, parte del nuovo Palalido Allianz Cloud e si spinge a Sud fino a via Novara. Dopo aver faticato a comporre il regolamento a causa delle nuove strette del Ministero delle Infrastrutture, il Comune è pronto a far scattare la Ztl, probabilmente attiva solo durante gli eventi, per regolare quello che Palazzo Marino definisce “parcheggio selvaggio”.
Il colpaccio su Area C: il ticket anche nel weekend
Come se non bastasse, all’orizzonte c’è la manovra più discussa, che il Comune ha rinviato negli scorsi anni: far pagare Area C anche il sabato e la domenica. L’obiettivo dichiarato è ridurre il traffico del fine settimana, ma la delibera è attualmente ferma al palo. Il via libera dipende dall’approvazione del piano generale del traffico urbano e del piano di governo del territorio (PGT), quest’ultimo rimasto paralizzato a causa delle inchieste sull’urbanistica che hanno scosso la città. Se l’iter ripartirà nei prossimi mesi, anche il centro diventerà “a pagamento” sette giorni su sette.
Un business da 260 milioni di euro
A pensare male si fa peccato, ma i numeri del bilancio preventivo 2026 parlano chiaro. Il giro di vite sulle nuove Ztl non sembra portare grandi benefici all’ambiente, ma sicuramente giova alle casse comunali:
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Il Comune prevede di incassare 10 milioni di euro in più dalle multe rispetto all’anno precedente.
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Il totale delle entrate da sanzioni per il 2026 è stimato a 260 milioni di euro, contro i 250 milioni del 2025.
Mentre si discute se queste barriere elettroniche servano davvero a pulire l’aria di Milano, una cosa è certa: la macchina delle multe è pronta a viaggiare a pieni giri.
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