Accordo extragiudiziale con l’azienda produttrice dei pannelli incendiati: i condomini revocano la costituzione di parte civile dal processo.
Sono stati risarciti, grazie a un accordo transattivo fuori dal processo, gli inquilini e i condomini della Torre dei Moro di Milano, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 si incendiò, trasformandosi in una “torcia” ma fortunatamente senza causare vittime, anche perché molti non erano ancora rientrati dalle vacanze.
È emerso dall’udienza di stamani del processo milanese per disastro colposo che la società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli del rivestimento “a vela” della torre che presero rapidamente fuoco, e alcuni degli imputati hanno versato risarcimenti (la cifra è riservata per l’accordo extragiudiziale, ma si parla di centinaia di migliaia di euro) al condominio e ai condomini. Di conseguenza, questi ultimi hanno revocato le costituzioni di parte civile e la società, che era responsabile civile, è uscita dal processo.
In totale figuravano quasi 180 parti civili e la maggior parte di esse è ora uscita dal procedimento, dopo aver ricevuto un ristoro per i danni subiti.
Nella prossima udienza del 12 gennaio, davanti alla giudice Amelia Managò della sesta sezione penale, il pubblico ministero Marina Petruzzella prenderà la parola per la requisitoria a carico di 12 imputati, tra cui i responsabili delle società che hanno costruito l’edificio e dell’azienda spagnola che ha prodotto quei pannelli Larson.
Secondo le indagini, il maxi rogo scoppiò su uno dei balconi del palazzo, innescato da una sigaretta gettata accesa, e il grattacielo si trasformò in una “torcia” proprio a causa di quel rivestimento esterno “a vela”.
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