ANGELA, IL MIO PALCO E’ LA STRADA…. UNA FIABA PER IL PROSSIMO NATALE

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E’ un sabato prenatalizio e l’ho incontrata per caso, incuriosito dalle note di una hit degli anni ’70, Perdono, che Angela interpreta nel suo concerto. La cover del pezzo di Caterina Caselli è perfetta, la voce di Angela impostata. E Casco d’oro ha proprio gli uffici della Sugar in Galleria del Corso, a cento metri.

Angela arriva in san Babila  una volta alla settimana sulla  sua carrozzella elettrica, accompagnata dalla sua assistente badante. Viaggia coi mezzi, Ivana, la sua badante, segue con il necessaire  per una artista di strada: amplificatore, microfono, i pad con l’elenco delle basi delle canzoni. Posiziona infine sul selciato una scatola di scarpe dove  i passanti frettolosi  metteranno l’obolo.

Ma Angela non si esibisce su un pezzo di strada qualsiasi. Il marciapiede è un angolo illustre per la storia della musica: qui cantava davanti con i suoi cartelloni, sfidando le multe dei “ghisa” negli anni ’70 e ’80  il cantastorie siciliano Franco Trincale.

Guardo se il posto è occupato da qualche artista, e se è libero mi fermo per il mio concerto” racconta  ora Angela. Da tempo il comune di Milano ha trasformato l’isola  pedonale che dal Cordusio passando per piazza Duomo arriva fino a san Babila in un vero  set, in un  talent all’aperto… La strada ospita i buskers: cantanti emergenti, saxofonisti, ballerini, clown… Ci si prenota su un portale,  ma, racconta Angela,” è sempre più difficile trovare un buco libero in centro, le postazioni  ufficiali sono sempre occupate, ma io ugualmente arrivo in san Babila, e a volte  il posto prenotato da altri artisti risulta libero, e io allora canto anche senza autorizzazione. Perché il mio palcoscenico è la strada

Angela, tra una canzone e un’altra, racconta  intanto la sua storia, la sua malattia, il suo passato di  cantante professionista, ristoranti, piano bar, matrimoni, ma poi un virus misterioso la ha immobilizzata a letto, finisce al don Gnocchi, e poi la lenta riabilitazione. Ha perso l’uso della gambe, ma la voce è intatta.

Franco Trincale

Ora il suo palcoscenico è la strada: Angela non solo sa che il suo posto fu occupato  per anni da Franco Trincale, ora ricoverato a Baggio in una Rsa, ma segue il cantastorie, fratello della strada, sui social. Trincale ha appena  celebrato nella RSA i suoi novantanni, la sua storia è ora un doloroso e intenso inno all’amore eterno per Lina, la sua sposa, immobilizzata dal morbo di Alzeihmer . (della sua vicenda  ne è uscito  recentemente anche un film, ora su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=KHNcRFcu4-Q     )

E  dalla storia di Trincale, ora degente nella stessa Rsa di sua moglie Lina, è nata infine una dolcissima ballata, l’amore universale, che Franco canta spesso agli ospiti  della Rsa. Ma anche Angela spesso si esibisce nelle case di riposo per gli anziani.

La coincidenza è curiosa.

Angela, visto sul web il film dedicato a Trincale, ha  così avuto una idea.

La voce del novantenne Trincale è intatta, e anzi il cantastorie sforna ancora canzoni e ballate. Una di queste è meravigliosamente attuale…Angela lo contatta….e se partisse una sinergia e una simpatia  tra i due artisti, con una ipotetica  collaborazione tra Franco e Angela, tra Baggio e san Babila?

“ E’ l’amore  che trionfa sul male, è il colore dell’universale” dice il ritornello della ballata di Franco…

Non ci sono tv o radio, per ora, oltre alla voce di Angela, per diffondere L’Amore universale. Ma è intervento  ancora il caso. E forse è nata  anche una fiaba, per il prossimo di Natale, degna di un film di Franck Capra. La nuova canzone che spesso Angela canta  in san Babila ( e che vorrebbe che un giorno Caterina Caselli ascoltasse, per farne magari un disco) l’ha ascoltata il compositore milanese Luciano D’Addetta, pluripremiato al festival cinematografico di Venezia per le sue colonne sonore; sentito il pezzo, passando per lo shopping, ha deciso di aiutare Angela. Ora sta realizzando una base musicale con l’intervento della prestigiosa violinista  Cristina Fanara. L’amore universale, una ballata tra  il Rino Gaetano degli esordi e Bruno Lauzi, con un pizzico di Petrolini, diventerà un disco? Di quelli di una volta, di plastica, con la copertina di carta?

Nato in san Babila tra i buskers, ecco un inaspettato regalo di Natale per tutti i milanesi. Franco, il cantastorie di Baggio, è entusiasta della idea: che Angela ne faccia una cover e la lanci per le strade del mondo, le note nell’aria, che vaghino come il polline  dei fiori.

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