Il corteo “trasloca” a Sesto San Giovanni dopo il foglio di via imposto al presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun. Il Centrodestra “Chiaro intento di sfida e provocazione verso chi gli ha concesso il foglio di via”.
Le manifestazioni del sabato dei pro Pal si sono spostate da Milano a Sesto San Giovanni, città immediatamente contigua al capoluogo lombardo, per aggirare il daspo imposto a Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia. La misura restrittiva è stata una conseguenza delle sue precedenti dichiarazioni, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva definito “istigatorie”, in quanto approvavano i sanguinosi abusi commessi da miliziani di Hamas.
Hannoun è stato raggiunto da un foglio di via al suo arrivo a Milano-Linate, un provvedimento che gli impedisce di partecipare al corteo nel capoluogo per sei mesi. La mossa di spostare la manifestazione a Sesto è stata presentata come una risposta decisa: “Questo foglio di via è un’ammonizione del governo Meloni non alla persona di Hannoun ma al corteo che da due anni non si è mai fermato nella città di Milano. Per fare pressioni su di noi che abbiamo sconfitto sia la lobby sionista sia la narrativa del governo nazifascista italiano. Io sono tranquillo e sono deciso ad andare avanti. Non mi fermerò perché sostengo una lotta giusta, sono contro l’occupazione nazisionista e continuerò a esserlo“, ha dichiarato Hannoun.
La Dura Reazione del Centrodestra: “Una Sfida alle Istituzioni”
Lo spostamento del corteo a Sesto San Giovanni è stato immediatamente condannato dal centrodestra, che lo ha letto come un chiaro atto di provocazione.
Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha espresso il suo pieno sostegno al provvedimento del Questore di Milano, definendo il foglio di via una “misura legittima e necessaria per tutelare ordine pubblico e sicurezza”. De Corato ha criticato aspramente l’annuncio della nuova manifestazione: “Considero inaccettabile l’annuncio di una nuova manifestazione a Sesto San Giovanni: appare come una sfida alle Istituzioni e una provocazione verso chi ha adottato misure a tutela della collettività”.
Il politico ha poi sottolineato la linea dura del centrodestra: “La libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione, ma non può trasformarsi nella legittimazione dell’odio né in passerella per chi alimenta tensioni. In Italia e a Milano non c’è posto per l’antisemitismo.” Ha proseguito, chiarendo che “Non c’è spazio per i ‘professionisti della violenza’ che, dietro la causa palestinese, cercano solo disordini e insicurezza”.
Le posizioni sono state ribadite anche da Silvia Sardone (Lega) e Roberto Di Stefano (sindaco di Sesto San Giovanni), che hanno parlato di un “chiaro intento di sfida e provocazione” e hanno rimarcato che “con la Lega e con questo Governo non c’è più spazio per i professionisti della violenza che vogliono solo creare disordini e insicurezza mascherandosi dietro la causa palestinese“.
De Corato ha concluso l’intervento ribadendo la richiesta di allontanamento: “Come centrodestra abbiamo già chiesto l’espulsione del palestinese: resto convinto che vada valutata con urgenza […] Chiedo infine a tutte le forze politiche […] di prendere distanze nette da slogan estremisti e messaggi d’odio. Milano e Sesto San Giovanni devono restare città di legalità e rispetto: nessuna ambiguità verso antisemitismo, estremismi e apologia della violenza”.
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