Vandalizzata statua di Papa Wojtyla a Roma, la politica unita condanna: Meloni, “Atto indegno”

Cronaca

La statua di San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) situata in piazzale dei Cinquecento a Roma è stata imbrattata con la scritta offensiva “fascista di m…” e il simbolo della falce e martello, un gesto scoperto dai carabinieri prima del corteo per la Palestina. L’atto vandalico ha immediatamente suscitato una ferma e unanime condanna da parte del mondo politico, che ne ha sottolineato la gravità simbolica e l’ignoranza storica.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha duramente criticato l’accaduto da Assisi, definendolo un “atto indegno”. Secondo la Premier, coloro che “dicono di scendere in piazza per la pace, poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore”. Meloni ha attribuito l’azione a “persone obnubilate dall’ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti”.

Dura presa di posizione anche dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha parlato di una “profanazione” commessa da “estremisti di sinistra” e ha lanciato un appello contro l’odio. “Non ci sono parole per condannare la profanazione della statua di San Giovanni Paolo II alla stazione Termini di Roma… Basta odio! Basta cattivi maestri,” ha dichiarato. L’episodio è stato collegato al contesto delle manifestazioni in corso.

Il vicepremier ha avanzato il sospetto che l’offesa possa essere legata al ruolo storico di Karol Wojtyla:  la motivazione potrebbe risiedere nel contributo del Pontefice al crollo dell’Unione Sovietica e del comunismo. “Che vergogna, che miseria,” è stato il commento di Tajani, concludendo che gli autori meritano “soltanto disprezzo”.

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