Mentre Milano è stretta nella morsa del caldo, con temperature che superano i 35°C, Fratelli d’Italia alza la voce contro Palazzo Marino, accusando l’amministrazione di inazione e di lasciare bambini, anziani e lavoratori esposti a rischi concreti.
Deborah Dell’Acqua, vice coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, denuncia la mancanza di un piano anti-caldo: “Nessun piano anti-caldo, nessuna ordinanza, zero misure per i centri estivi. I genitori sono costretti a comprare ventilatori di tasca propria, mentre in alcune aule si raggiungono i 40°C”. La situazione è critica anche per i disabili sui mezzi pubblici senza aria condizionata e per gli anziani nelle RSA, dove gli interventi strutturali scarseggiano.
Condizionatori tardivi e nessuna intenzione di rimborso
Dopo settimane di pressioni, il Comune ha iniziato a installare condizionatori nei centri estivi. Tuttavia, Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia, definisce questo passo “tardivo”: “Alcuni bambini hanno avuto colpi di calore, servono rimborsi immediati per le famiglie”. Il partito chiederà 150mila euro in bilancio per coprire le spese, ma l’amministrazione Sala ha già escluso risarcimenti, sostenendo che “chi ha ricevuto donazioni non avrà condizionatori”.
La battaglia politica: “Porteremo il caso in Parlamento”
La questione si sposta a livello nazionale: Andrea Mascaretti, deputato di Fratelli d’Italia, minaccia un’interrogazione parlamentare. “Sala investe milioni in colonnine elettriche, ma non protegge i bambini”, afferma Mascaretti. La polemica si allarga anche ai lavoratori esposti al sole, come quelli dei cantieri comunali, spesso senza pause ombreggiate. “Milano non è una città giusta se abbandona i più deboli”, conclude Dell’Acqua. I termostati nelle scuole continuano a segnare livelli pericolosi, mentre le famiglie attendono risposte.
Emergenza caldo: solo il 6% delle scuole italiane ha condizionatori
I dati ministeriali dell’anno scolastico 2023/24 rivelano una situazione drammatica a livello nazionale: su 61.307 edifici scolastici censiti, solo 3.967 (il 6%) sono dotati di condizionatori. Per 24.888 scuole (il 40,6%) mancano informazioni, mentre per 32.462 (il 53%) è certificata l’assenza totale di impianti di raffreddamento.
Questo significa che oltre 57.000 strutture – il 93,5% del totale – lasciano studenti e personale in aule bollenti, con picchi di 35°C registrati anche negli asili milanesi. Tra le regioni più attrezzate, solo Marche (26,4%) e Sardegna (15,7%) superano la media nazionale, mentre la Lombardia si ferma a un misero 6,4%. Intanto, in Francia, per proteggere gli alunni, sono state chiuse 1.900 scuole in 18 dipartimenti.
Un vuoto normativo che mette a rischio studenti e docenti
Nonostante il Testo Unico sulla sicurezza (DLGS 81/2008) fissi parametri generici, nessuna legge italiana stabilisce limiti obbligatori per le temperature estive nelle scuole. Sebbene alcune regioni, come il Veneto, abbiano introdotto regole locali, manca un quadro normativo nazionale. Le linee guida Inail suggeriscono temperature di 24-26°C in estate, con umidità al 50-60%, ma sono ampiamente disattese. “Ignorare questi standard – avvertono gli esperti – potrebbe violare l’articolo 2087 del Codice Civile, che tutela l’integrità fisica di lavoratori e studenti”. Senza interventi concreti, la scuola italiana rischia di rimanere un “forno” anche nei prossimi anni.
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