Ad accoglierti in via Rizzoli 13 c’è un lampione. Abbattuto. La scena è surreale, perché tutto attorno ci sono ponteggi, con degli operai sopra. Ne ho visti alcuni persino con il caschetto. Non ho visto imbragature, ma dei caschetti c’erano.
Quello che mancava del tutto era qualcuno che sollevasse, rimuovesse o riparasse il lampione. “Non possono, non ha a che fare con l’efficientamento energetico. Come ridipingere il piano -1”, riferisce una inquilina. In effetti è proprio così: i lavori pagati con il PNRR si limitano al piano zero. Si vede proprio la linea: sopra si sta salvando l’orso polare ed è molto bello. Sotto l’orso polare non viene salvato e si torna all’estetica da Unione Sovietica due giorni prima della caduta del Muro. Ecco, se si potesse riassumere l’impatto del PNRR in via Rizzoli in tre righe ci potremmo limitare a questo: i lavori si fermano al piano zero e nessuno sistema il giardino.
Perché, in fondo, di come vivono gli inquilini non importa nulla a nessuno. L’importante è la conservazione dell’orso polare. Se qui qualcuno ci resta sotto, al palo, alle cataste di materiali mal conservati o se qualcuno si arrampica sui tubi del gas non protetti pazienza. Tanto i selfie post inaugurazione di meno di un terzo della struttura sono stati fatti. Il resto è spettacolo. Desolante, certo, ma sempre spettacolo.
Materiali abbandonati e contatori orfani
Al -1, dal lato della metropolitana è stata creata una piccola opera d’arte. Piccola mica tanto. Arte nemmeno. Di sicuro c’è una catasta di materiali precariamente impilati. “Sono già caduti una volta” ci riferisce un’altra inquilina. Ho chiamato subito per avvisare: con i venti e le tempeste di questi giorni era pericoloso, qui ci giocano i bambini. Quando sono tornata a controllare la catasta era ancora là. Solo che era girata dall’altra parte”. Confermo, è ancora là. Faccia al muro, ma sempre e comunque precaria.
Roba che con un vento che soffi dalla parte sbagliata qualcuno ci resta sotto. Siccome però la vittima è improbabile sia un orso polare, qui li vedono solo alcuni ospiti del vicino centro sociale dopo serate particolarmente allegre, allora va tutto bene. “Poi qui non si vive più. Da contratto dovrebbero lavorare anche la domenica, d’accordo, ma fino alle 14 e senza fare lavori rumorosi. E invece è tutto il giorno. E di rumore ne fanno eccome”. La fretta è però inevitabile, la scadenza si avvicina. E i selfie non si fanno da soli.
Poi c’è il piccolo problema della sicurezza. Oltre alle canaline del gas esposte, anche i contatori non sono protetti. Qui basta qualcuno poco stabile per rompere tutto. La sicurezza non pare contemplata. Quella umana almeno.
La fonte miracolosa
Sgorga dal lato del 45 una fonte d’acqua. Che sia pura o miracolosa non è accertato scientificamente, ma siccome nessuno la sistema da settimane il sospetto è quanto meno lecito. “Una notte è stata vegliata da una pattuglia di vigili. Fino all’alba. Avevano paura che sparisse?” si domanda (invano, l’acqua ruscella imperterrita) un passante. Purtroppo il suo corso d’acqua la porta a lambire l’auto di una persona portatrice di disabilità. Deve parcheggiare qui per poter accedere alla propria abitazione senza fare troppa strada. Ma lo fa in mezzo a un piccolo torrente. Anche qui, però, non si salvano orsi polari. E dunque l’acqua continua a ruscellare. Si spera senza danni strutturali: sotto c’è un parcheggiare. E il rischio crollo è tutto meno che teorico.
Il convitato di pietra
Ne parleremo più estesamente ancora. Ma va ricordato che nel cortile di queste case popolari c’è un centro sociale. Formalmente del tutto legale. Circa. Ci dovrebbe essere l’associazione Mutuo Soccorso, ma siccome, come abbiamo detto e scritto più volte, era una emanazione del CSA Lambretta, adesso c’è direttamente il Lambretta. Con le sue feste fino alle 2 di notte, i parcheggi occupati (anche questi legalmente?), la gente che ci dorme dentro e talvolta la distribuzione di qualche pacco alimentare. Per quanto non sia chiaro a chi, come e quanto spesso. A proposito: la ristrutturazione del locale e del suo tetto in amianto a che punto è? E l’affitto, è in regola? Ve lo racconteremo nei prossimi giorni.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.
Non sono case popolari,ma demanio,con affitti per niente popolari