Sono passate 2 settimane dagli episodi di rivolta al Corvetto e in Via Quaranta. Gli animi si sono un po’ rasserenati ma Sindaco e politici come Majorino e Rozza non hanno colto la gravità delle rivolte che si volevano innescare.
La nota di speranza è l’atteggiamento composto dei genitori di Elmagl: nella peggior tragedia che possa subire un genitore, la morte di un figlio diciannovenne, hanno invitato tutti a rispettarne la memoria comportandosi pacificamente e senza ulteriori disordini.
Lascia basiti ascoltare politici e media che danno la colpa alla società, al razzismo, al disagio sociale, la buttano in sociologia per giustificare violenze e odio.
Il primo messaggio da far passare invece è un altro: nulla giustifica i comportamenti violenti e aggressivi che 80/100 amici o “maranza” hanno tenuto prima al Pronto Soccorso, poi in Via Quaranta, infine in viale Omero al Corvetto.
Si deve sempre rispettare lo stop ai posti di blocco e per nessun motivo politico, sociale, religioso o di ingiustizia si può dar fuoco agli autobus e abbandonarsi agli atti vandalici che hanno spaventato i residenti del Corvetto.
I carabinieri che hanno dovuto inseguire i 2 giovani in fuga sulla moto, stavano agendo per la legalità e in difesa di ognuno di noi.
Le conseguenze del mancato rispetto della legge potevano essere ancora più gravi: è un miracolo se in 8 km di fuga a folle velocità per le strade di Milano nessun altra persona sia stata investita.
Anziché lisciare il pelo ai “maranza” va loro spiegato che nessuna integrazione e nessun riscatto sociale potrà fondarsi sulle quotidiane azioni di questi branchi: aggredire in gruppo altri giovani, talvolta per rubare altre per noia, strappare catenine, fare casino e viaggiare gratis sui treni del metrò. L’immenso spaccio di stupefacenti che alimenta l’economia malavitosa e crea devianza in molti giovani non deve essere la normalità quotidiana, tollerata e consentita da comunità e istituzioni. Rifiutare percorsi di studio e sognare la vita da rapper, non dà prospettive per il futuro, non consente di fare una vita migliore.
Quindi oggi, nel degrado in cui siamo, le istituzioni possono ripristinare la legalità solo punendo in maniera esemplare chi la viola e sanzionando i responsabili delle ultime violenze.
Solo facendo così possiamo aiutare e far crescere liberi tanti giovani, anche immigrati, che vivono anche loro in periferia e però vogliono costruirsi un futuro migliore con la formazione professionale, col sacrificio, con l’autoimprenditorialità.
Certo, una volta ripristinata la legalità e modelli più positivi da seguire, è bene che le istituzioni oggi latitanti, a cominciare dal Comune di Beppe Sala, lavorino sulla emergenza educativa, per evitare che anche fra 10 o 20 anni altri adolescenti nutrano odio e rivalsa e non vogliano integrarsi.
Inclusione e integrazione non significano giustificare spaccio e baby gang, ma creare le condizioni perché anche i ragazzi di famiglie del Corvetto e meno abbienti siano seguiti nello studio al pomeriggio, possano far sport, godersi la ricchezza musicale, artistica e culturale di Milano.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Il corvetto insegna che in questa città non c’è una guida, ognuno puó fare ció che vuole. Le uniche cose che interessano al sindaco a sua insaputa e la sua “simpatica” giunta di finti ecologisti sono demonizzare l’auto, e disegnare piste ciclabili a casaccio, per far felici gli “amici”. Il corvetto insegna che le politiche di finta accoglienza targate sinistra hanno fallito. Attenzione perchè il corvetto non è un caso isolato…….
Come sempre, Fabrizio, condivido parola per parola.
Alla disamina pressoché perfetta dei fatti esposti incresciosi e noti,del caro Dottor De Pasquale,mi permetterei,con facoltà sua,di aggiungere un’aspetto non evidenziato dai giornali e giornalisti , spesso “distratti!.”
La “quaestio” , chiamata erroneamente immigrazione, è di fatto un’ invasione pseudo militare,di persone pressoché di sesso maschile,giovane ,senza un mestiere e incline alla violenza. A questo dato incontrovertibile, bisognera’ ,una buona volta ammetterlo,se si volesse veramente ,capire e tentare di risolvere il problema.
Innanzitutto bisognerebbe distinguere tra le etnie presenti sul territorio, perché questo fenomeno è totalmente ad appannaggio della popolazione nord africana, di origine magrebina o egiziana.
Tutti ,aventi una componente importante per capire il fenomeno,e che la contraddistingue: la religione mussulmana.
Dico questo, perché altre comunità non hanno mai creato problemi insediatasi anch’esse a Milano e in gran numero, circa trent’anni fa ‘.
Mi riferisco sia ai filippini, tra l’altro cattolici fatto da non sottovalutare,e ai Cinesi che,anche sé atei e provenienti da un Paese non certo democratico,non hanno mai destato problemi alle forze dell’ordine e alla società civile.
I sudamericani,a parte qualche birra di troppo,seguono a ruota questo trend positivo di volontà libera e desiderio di integrazione.
Tutto questo sposta ineludibilmente, il focus su i magrebini, soprattutto di seconda generazione,formata da giovani e giovanissimi che, non vogliono e non cercano di integrarsi.
Il motivo è molto semplice..!
Si sceglie di delinquere invece di andare a scuola e studiare,con sacrifici e impegno:tutto qua’!..
Il pretesto della religione, poi ,nasconde abilmente il vero intento di questi debosciati scappati di casa: lo spaccio.
Lo spaccio di sostanze stupefacenti è quel falso e sbagliato “ascensore sociale “, che gli permette di fare tanti soldi e in fretta.
Ma è a caduta libera, senza possibilità di fermarsi al piano terra,una volta che la propria Fedina penale è compromessa.
Ma di questo aspetto né sono a conoscenza, tant’è che le scene da fare west che assistiamo e assisteremo sempre più per le vie di Milano, sono ahimè il copia e incolla di altre strade di città italiane e soprattutto europee,portate alla ribalta dalla cronaca nera.
Vedi Parigi, con le sue banlieues, Bruxelles, Marsiglia…
È un fenomeno esplosivo di odio etnico e religioso verso la nostra identità e cultura cattolica e cristiana nonché giudaica.
Tutto questo è inaccettabile.
I pannicecelli caldi del sindaco miope Sala,sono gli stessi di quei governanti che hanno abbracciato totalmente,quel l’ideologia woke ,di finta inclusività’, che sta’ facendo passare il messaggio che l’ Italia e l’ Europa si possa avere Dell’umanità , o attenuante generica dell’esser di colore ,povero e fragile, a poter fare qualsiasi reato.
Dallo stupro,all’occupazione di case al vandalismo.
Su questo ultimo aspetto,del pretesto di manifestare per la morte violenta cercata e azzardata, di questo o quel “compagno di merende”, ravviso oltremodo pericolosissimo,tali assembramenti di costoro, perché sono un chiaro messaggio di tentativo di sovversione e d manifestazione di forza.
Fuoco sotto la cenere per rivolte molto più gravi e distruttive saranno le prossime preoccupazioni del Sindaco ,di questa città ,spero ancora per poco..
Errata corrige: dell’immunità.