Più case per i lavoratori e necessità di affitti calmierati. Questa è la richiesta che viene dai sindacati che hanno preso parte all’incontro “Abitare a prezzi equi. Il PGT e la Casa”, a Palazzo Morando. Mentre l’assessore alla Casa Guido Bardelli sta lavorando a un nuovo Piano Casa, da Uil, Camera del Lavoro Milano e Cisl proviene la richiesta di alloggi abbordabili per i lavoratori e per la fascia media che si sta allontanando da Milano.
“Bisogna ritornare a investire sulla casa di edilizia sociale per i lavoratori, – ha affermato a margine dell’incontro Enrico Vizza, segretario UIL Milano Lombardia – Abbiamo lanciato l’idea di un piano casa lavoratori per Milano e la Lombardia. Vogliamo sperare che si affrontino temi come la cooperazione e la valorizzazione degli immobili oggi di edilizia sociale che sono dismessi. Dobbiamo recuperare queste figure che sono lavoratori e ceto medio, che operano all’interno dei nostri enti, dell’Inps, di Inail, del Tribunale e dei servizi pubblici in generale. Dobbiamo fare scelte politiche che guardano a una visione per i prossimi 10 anni. La rigenerazione urbana deve esser vista per un miglioramento alla collettività, non può esser solo grattacieli”.
Vizza ha sottolineato la necessità di recuperare “i 20mila immobili in tutta la Lombardia sfitti di edilizia residenziale” e ha continuato: “Noi crediamo che ci vogliano almeno altri 25mila immobili messi a disposizione per i lavoratori. Potrebbero esser anche 30mila. Dobbiamo dare alla collettività delle risposte”. Infine, ha evidenziato la crescita degli sfratti per morosità. “Spesso sono incolpevoli, persone che non riescono a pagare l’affitto e non possono avere la casa. C’è un problema di salario e di costi. C’è anche una speculazione sugli affitti. Questo non è il PGT che può affrontarlo. Può affrontarlo nella visione dei prossimi anni. Il Comune deve intervenire anche su questa situazione drammatica che c’è sulla speculazione degli affitti. Molti lavoratori non possono pagare l’affitto perché i costi sono lievitati, per un lavoratore o per uno studente non è possibile pagare per una stanza 750 euro al mese”.
Si unisce anche Alessandro Marchesetti, segretario organizzativo della Cisl Milano Metropoli: “A Milano serve una possibilità di costruire case che possano essere utilizzate dai lavoratori. Nel tempo è cambiata moltissima la toponomastica della città perché è cambiata anche l’occupazione dei lavoratori che trasferiscono la residenza fuori dal Comune di Milano per venire a lavorare a Milano. Bisogna fare in modo di costruire nuove case ad equo canone. La città sta diventando sempre più una città per pochi. Rischiamo di rimanere senza lavoratori. Serve più housing sociale e iniziative portate avanti da CCL, Consorzio lavoratori”.
Un’altra proposta viene da Luca Stanzione, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, ed è quella della proprietà indivisa: “La nostra proposta potrebbe dare una risposta a 45 mila famiglie. Si tratta dell’istituzione di un fondo di garanzia pubblico a garanzia della proprietà indivisa. Oggi c’è la possibilità di dare immediatamente una risposta al problema della casa con l’istituzione di un fondo che consenta di edificare e di dare ai lavoratori case con canone accessibile. Questo permetterebbe di aumentare i salari che oggi sono erosi dagli affitti e dai mutui per il 40%. È una proposta che il 19 luglio scorso abbiamo fatto pubblicamente. L’assessore Bardelli la sta prendendo in considerazione. Oggi ci sono tante aree di Milano destinate ad attività produttive che per loro natura possono essere collocate al di fuori dell’area metropolitana. Dobbiamo ragionare in ottica metropolitana. Il cambio del Pgt di Milano ha influenze anche al di fuori del Comune. Cambiando le regole del capoluogo si possono produrre effetti sul resto dei comuni dell’hinterland”.
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