Il lavaggio del cervello, l’indottrinamento di massa, il pensiero politicamente uniformato, continua con l’assurdità di non volere vedere con obiettività, con una partigianeria culturale che esige, come fosse legittima, ma non è così. E si arriva a un limite minaccioso che non si spiega e a conseguenze preoccupanti.
L’ultima cronaca “All’inizio del quarto giorno di sciopero della fame, al rettorato della Bicocca arrivano ambulanza e operatori sanitari a causa dell’evidente peggioramento delle condizioni fisiche degli studenti in sciopero della fame, mentre prosegue il silenzio della rettrice Iannantuoni, incurante dello stato di salute dei suoi studenti che chiedono un incontro pubblico”. Lo comunica il collettivo studentesco Cambiare Rotta che annuncia per martedì prossimo a mezzogiorno una conferenza stampa in università, all’edificio U6.
“Dopo mesi di mobilitazione, culminati con l’Intifada studentesca e lo sciopero della fame in rettorato, i fatti di stamattina rappresentano al meglio il vero volto dell’istituzione universitaria: dietro una retorica che dipinge le università come luoghi di dialogo, confronto e democrazia e che racconta gli studenti da mesi in mobilitazione come una minoranza di violenti, l’università, terreno strategico per le classi dirigenti, specialmente in un contesto segnato da una tendenza generalizzata al conflitto, è del tutto sorda rispetto alle rivendicazioni studentesche. – spiegano gli studenti pro Palestina – Di chi è la violenza? Di studenti in sciopero della fame per chiedere un incontro o dell’università che nega il dialogo? La nostra mobilitazione contro un’università che, perfettamente allineata alle scelte del governo, si dimostra complice della guerra e antidemocratica continua con sempre maggiore determinazione per costruire l’opposizione in ogni ateneo, verso la manifestazione nazionale contro il governo Meloni del 1 giugno a Roma e l’assemblea nazionale del 2 e 3 giugno in Sapienza“.
Imposizione, si chiama, perché l’Ateneo ha già risposto.
Nel frattempo ieri, come fa notare De Corato «Ancora una volta, per la trentaduesima volta lo shopping e gli esercizi di Corso Buenos Aires, in particolare McDonald’s con un ridicolo boicottaggio di 30 manifestanti, hanno subito disagi a causa dei manifestanti pro-Hamas che hanno organizzato il solito corteo che li vede sfilare, urlare ed esprimere odio contro Israele e contro il Governo Meloni, per le strade della città dal 7 ottobre scorso. Ma è possibile che per qualche centinaio di sostenitori di Hamas il traffico delle zone piazzale Loreto e via Padova debba completamente paralizzarsi e dal Comune e dal Centrosinistra non arrivi nessuna parola? La zona prescelta, è quella più multietnica e piena di arabi di tutta la città, dove ci sono già tre moschee abusive e Sala ha dato un’area a disposizione dei musulmani per costruirne una regolare. Di tutte le città italiane solo a Milano continuano settimanalmente i cortei pro-Hamas e pro-Palestina, è una vergogna»!

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano