Dopo aver sperimentato, in qualità di invalida civile al 100 per cento riconosciuta dalla Regione Emilia, i disservizi, le difficoltà derivanti dai luoghi da raggiungere, le liste anche di 20 giorni per un prelievo di sangue, l’esborso di denaro presso centri privati se detto esame è urgente e non esistono convenzioni con la regione, (ad un appuntamento dato da loro dopo un mese, ma che poi non risultava nelle visite del giorno, sono ritornata a casa per ripresentarmi la settimana successiva) da cardiopatica sono qui ad osservare quanto la tanto enfatizzata sanità emiliana sia carente e male organizzata, pur riconoscendo le leggi che difendono i cittadini.
Majorino che riempie le piazze di proteste gridando allo scandalo della sanità lombarda, che dice del modello Bonaccini? Perché a completamento della situazione, c’è il bilancio della Corte Dei Conti tutto da leggere, riportato dal Resto del Carlino.
“Il bilancio della Corte dei Conti Malasanità, frodi, truffe all’erario: 750 sentenze in soli tre anni
Tre medici che, pur essendo legati da un rapporto di lavoro esclusivo all’Ausl di Imola, lavoravano anche per case di cura private. Un medico e due infermieri che, durante un turno di notte nel reparto di Rianimazione di un ospedale bolognese hanno disattivato, per evitare un fastidioso “inquinamento acustico”, il monitor della postazione di un paziente cardiopatico. Il monitor del letto del paziente non è stato riacceso dai medici del turno del mattino, che nel frattempo aveva il pacemaker disattivato in vista di un intervento. Il paziente si è sentito male, nessuno se n’è accorto ed è morto. Sono solo alcuni dei casi di malasanità, che dopo essere passati dai tribunali ordinari, sono al centro dalle sentenze pronunciate dalla Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna. A questi si aggiungono anche le decisioni sulla sottrazione di contributi pubblici, frodi comunitarie e mancati versamenti delle tasse di soggiorno. In tutto, negli ultimi tre anni, da parte dei giudici emiliani guidati dal presidente Tammaro Maiello “sono stati emessi quasi 1.000 provvedimenti, con ben 750 sentenze circa e 8,5 milioni di euro recuperati alle casse dell’Erario”. Nel corso del solo 2022, “le sentenze di responsabilità hanno permesso di recuperare oltre due milioni di euro – precisa Maiello – e i ricorsi in appello dei convenuti si sono avuti soltanto nel 18% dei casi”. Risultati che il presidente della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, che presto di trasferirà nel complesso di Villa Turri, non esita a definire “eccezionali”. Soprattutto a fronte di una carenza di organico “pari a circa il 30%”. “Da quando mi sono insediato – spiega Maiello – la nostra azione è stata improntata anche a portare i cittadini, soprattutto i più giovani, a conoscenza dell’attività” della magistratura contabile. Attività che non deve essere vista solo come una “spada di Damocle in bilico sulla testa dei funzionari pubblici”. Se tanti dipendenti della pubblica amministrazione hanno “la sindrome della firma” e provano timore a sottoscrivere provvedimenti amministrativi, la soluzione più indicata non è quella di “intervenire a valle, dando scudi o patenti di impunità” come prevede la legge 120 del 2020, nata in tempo di Covid e prorogata fino al 30 giugno, che indica il danno erariale solo in caso di dolo e non più di colpa grave. “Bisogna passare dalla paura della firma alla firma senza paura – conclude Maiello – Come? Attraverso una legislazione semplice e comprensibile a tutti e attraverso una definizione chiara della colpa grave”.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano