Il Comune di Milano avrebbe perso 100 milioni con gli oneri di urbanizzazione

Milano

Gli ex candidati di Milano in Comune hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti in cui contestano il mancato aggiornamento degli oneri di urbanizzazione a Milano dal 2011 fino al maggio 2023. Ne relaziona Milano Today

“Per 12 anni il Comune di Milano non avrebbe aggiornato gli oneri di urbanizzazione, cioè i costi che l’amministrazione impone ai privati quando costruiscono immobili. Oneri che si traducono spesso in nuove strade, parchi, asili e scuole. Secondo alcuni cittadini, tra cui l’ex candidato sindaco Gabriele Mariani (Milano in Comune), con il mancato aggiornamento il Comune avrebbe perso più di 100 milioni di euro.

Di qui un esposto alla Corte dei Conti (firmato tra gli altri dalla ex consigliera comunale Patrizia Bedori, eletta anni fa coi 5 Stelle e poi ricandidatasi, senza successo, nel 2021 sempre con Milano in Comune). Secondo i cittadini che hanno presentato l’esposto, a maggio 2023 è stata approvata una delibera di aggiornamento, mentre quello precedente risaliva al 2007.

“Omettere di aggiornare gli oneri – commentano Mariani e Bedori – ha, tra le conseguenze, quella di dover poi privatizzare ad esempio i centri sportivi, o lasciare case popolari vuote in attesa di ristrutturazione perché il Comune ci dice che mancano i fondi”.

Quanto al ritardo, i ricorrenti hanno ricordato che (secondo la legge regionale del 2005) gli oneri di urbanizzazione devono essere aggiornati ogni tre anni (in base ai fabbisogni previsti dal piano dei servizi e dal programma triennale delle opere pubbliche), pertanto l’amministrazione comunale di Milano avrebbe ‘dimenticato’ di aggiornarli per almeno 4 volte tra gennaio 2011 e dicembre 2022, limitandosi agli aggiornamenti su base Istat.

Il problema sta nel fatto che il programma delle opere pubbliche e il piano dei servizi, continuamente aggiornati, possono modificare i bisogni dei cittadini, ad esempio se una zona vive una particolare espansione e sviluppo. E quindi il fabbisogno di oneri di urbanizzazione può aumentare di molto, al di là e oltre l’indice Istat.

Lo ‘sconto’ per le zone non centrali

Contestata anche la decisione (con la delibera del 2023) di dividere la città di Milano in due fasce (zona centrale e altre zone) per differenziare gli oneri. Secondo i ricorrenti, in questo modo si è applicato uno ‘sconto’ indiscriminato sulla zona non centrale. Infatti l’indice Istat è aumentato del 36,3% da gennaio 2008 a dicembre 2022, mentre la delibera prevede un incremento degli oneri del 20% sulla zona non centrale. Inoltre, la divisione in due sole zone non ‘fotograferebbe’ la necessità di servizi e infrastrutture, che può variare moltissimo da un quartiere all’altro.

100 milioni mancano all’appello

Infine il calcolo matematico: i ricorrenti sono convinti che, confrontando gli adeguamenti Istat con i ricavi effettivi sugli oneri di urbanizzazione, e i mancati aggiornamenti dopo il primo triennio, quindi da gennaio 2011 a dicembre 2022, le casse comunali abbiano subito un danno complessivo di 107 milioni e 631mila euro (abbondanti). Un danno erariale di cui ora chiedono conto ai consiglieri comunali, dirigenti, funzionari e assessori.”

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