“È inaccettabile che Majorino usi la solita retorica spocchiosa e menzognera nella speranza di raccattare qualche voto in più. Il PD, pur di tacciare Regione Lombardia di ogni male, è disposta a vendere la pelle e inventarsi qualsiasi menzogna, associando addirittura le parole ‘speculazione’ e ‘cementificazione’ al centrodestra”, interviene Samuele Piscina, Capogruppo Lega in Città Metropolitana e Consigliere comunale di Milano.
“Diciamolo chiaramente: come chiunque può leggere nel Progetto di Legge regionale, la proposta prevede la preservazione del ruolo determinante dei Comuni, addirittura aumentandone le quote del parco. Ricordo inoltre a Majorino, incapace o in malafede, che sono i comuni a stabilire il piano regolatore e quindi a decidere dove si può o meno costruire. Non è certo il cambio di governance del parco, quindi, a portare a un cosiddetto ‘cementificio’ o a una ‘speculazione’ che nessuno vuole e che, pertanto, rimane solo nella fervida immaginazione del candidato Presidente di Sinistra”.
“Regione Lombardia sta correndo in soccorso degli agricoltori, costretti oggi a destreggiarsi tra la burocrazia di Città Metropolitana, colpevole di metterci anche 2 anni per dare semplici risposte. Tutti, da Città Metropolitana al Comune di Milano, amministrate entrambe dal centrosinistra, riconoscono il fallimento della gestione provinciale anche a causa della Delrio. Proprio la legge proposta e votata dal PD, ha causato la perdita di personale e di risorse economiche che difficilmente la Città Metropolitana riuscirà a recuperare, causando uno stallo amministrativo e numerosi disagi. Per quale motivo allora osteggiare il cambiamento verso la gestione di un ente che ha maggiore efficienza? L’unica ragione che porta la sinistra a criticare la proposta di Legge sono le poltrone che non potrebbero più elargire in Città Metropolitana, questione ben più venale della corretta gestione del parco sulla quale ha dimostrato di non essere adeguatamente capace”.
“L’atteggiamento irrispettoso del millantatore Majorino, bravissimo a fingere di non sapere, deve avere un freno”, conclude l’esponente leghista. “Il cambio di rotta è necessario, puntiamo a una gestione più snella e vicina alle esigenze degli agricoltori”.
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