Case Aler, 1,1 milioni per telecamere e sorveglianza privata per contrastare reati e occupazioni abusive

Lombardia

Assessore De Corato: prevenire e identificare i responsabili

Assessore Mattinzoli: misure per rendere quartieri vivibili

La Regione Lombardia ha stanziato 1,1 milioni di euro per la sicurezza nelle case Aler. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta su proposta dall’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, di concerto con l’assessore alla Casa ed Housing sociale, Alessandro Mattinzoli. I fondi serviranno per acquistare e installare impianti di videosorveglianza (800.000 euro) e per sostenere le spese per i servizi di vigilanza privata (300.000). Le somme stanziate per il 2022 rientrano tra i progetti per la sicurezza dei quartieri di servizi abitativi pubblici (Sap). I progetti, predisposti e attuati dalle Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale (ALER), devono essere finalizzati a prevenire e contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive e altri reati.

DE CORATO: AUMENTIAMO LA SICUREZZA NEI QUARTIERI – L’obiettivo – ha detto l’assessore De Corato – è aumentare la sicurezza nelle case Aler identificando i responsabili di eventuali reati. Telecamere e vigilanza servono, infatti, specialmente per segnalare all’autorità di pubblica sicurezza le occupazioni abusive entro le 48 ore così da intervenire in flagranza di reato senza provvedimento dell’autorità giudiziaria e procedere allo sgombero. Recentemente ho visitato la control room di Aler in viale Romagna a Milano. Ho apprezzato l’alta tecnologia in capo all’Azienda, molto utile per contrastare questo fenomeno”.

MATTINZOLI: PREVENIRE OCCUPAZIONI ABUSIVE – “Telecamere e sistemi di videosorveglianza – ha osservato l’assessore Mattinzoli – sono necessari per garantire più sicurezza negli edifici Aler dei quartieri più difficili di Milano e provincia, per contrastare e prevenire i fenomeni illegali a partire dalle occupazioni abusive”. “Regione Lombardia – ha concluso l’assessore alla Casa – attua ogni misura perché soprattutto i quartieri più problematici in tutti i nostri Comuni possano essere vivibili. Tolleranza, rassegnazione e comprensione dell’illegalità non possono più essere accettabili”. (LNews)

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