Rivendevano teschi umani e altre parti anatomiche provenienti dalla Repubblica Ceca. I carabinieri della compagnia Monforte hanno scoperto un giro che coinvolge tre persone italiane incensurate dopo aver ritrovato un teschio in un pacco destinato a San Francisco nel centro di smistamento dell’UPS di via Fantoli lo scorso 28 agosto. Il giorno successivo è stata individuata un’altra spedizione contenente due teschi. Le indagini coordinate dal pm Francesco Cajani hanno portato a una serie di perquisizioni nelle tre abitazioni degli indagati e il sequestro di una decina di teschi e altre parte anatomiche, nello specifico omeri, mani, femori e tibie pronte per essere spedite. Dalle prime ricostruzioni sembra che i tre indagati, un commercialista, un ingegnere e un tecnico informatico, residenti tra Lombardia e Piemonte non abbiano alcun legame tra di loro e nessuno di loro sapesse che il commercio di resti umani è illegale in Italia. I tre acquistavano le ossa su Ebay e Facebook dalla Repubblica Ceca per poi rivenderle con un vero e proprio listino prezzi nel resto del mondo. Un teschio integro veniva comprato dai tre intermediari per un centinaio di euro e veniva rivenduto a 600 euro. I resti sono stati consegnati al laboratorio Labanof dell’Università degli studi di Milano per essere analizzati e datati. Il divieto di commercio di resti umani è disciplinato dal dpr 285 del 1990 che prevede una sanzione amministrativa.
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