Nuova bufera giudiziaria su Palazzo Marino. Gli uffici del Comune di Milano e di M-I, la società che gestiva lo stadio fino alla cessione definitiva ai club nel 2025, sono stati oggetto di perquisizioni da parte della guardia di finanza. Sotto la lente degli inquirenti è finita la procedura di vendita dell’impianto e delle aree circostanti, con ipotesi di reato che vanno dalla turbativa d’asta alla rivelazione del segreto d’ufficio.
Gli indagati e le ipotesi d’accusa
Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati figurano gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris, oltre a Christian Malangone, direttore generale del Comune. Coinvolti anche dirigenti chiave come Simona Collarini, responsabile del procedimento di vendita, e consulenti legati alle società calcistiche, tra cui Fabrizio Grena, Marta Spaini e Giuseppe Bonomi.
Secondo i pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, l’avviso pubblico del 2025 sarebbe stato “cucito su misura” per le esigenze di Inter e Milan. L’accusa ipotizza che delibere e determine siano state concordate preventivamente con i club attraverso scambi di informazioni non trasparenti, favorendo interessi privati a scapito della tutela del bene pubblico.
Le reazioni politiche: l’attacco di Bestetti (Fdi)
Sulla vicenda è intervenuto Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, definendo l’indagine un “atto dovuto e assolutamente prevedibile”.
“Abbiamo contestato questa procedura fin dall’inizio, sia nei modi che nei tempi,” ha dichiarato Bestetti. “Ritenevamo che compromettesse la ricerca di un solido interesse pubblico, che dovrebbe essere l’unica bussola per un’amministrazione responsabile.”
L’esponente di centrodestra ha sottolineato come, pur attendendo con prudenza gli sviluppi processuali, resti un pesante giudizio politico: “Si tratta dell’ennesima ombra su un’operazione condotta dalla sinistra con arroganza, che ha negato ogni contributo migliorativo da parte di opposizione e residenti. L’esperienza amministrativa della giunta Sala si ricorderà solo per arrembanti operazioni immobiliari e per la svendita di San Siro.”
Chat e messaggi: le prove al vaglio dei pm
L’inchiesta nasce dall’analisi di alcune chat sequestrate in procedimenti precedenti. Emergono possibili fughe di notizie riguardanti delibere cruciali, come quella sull’interesse pubblico del 2021. Agli atti figura anche un messaggio del 2019 dell’architetto Stefano Boeri al sindaco Sala, in cui l’archistar avvertiva del rischio che prevalessero interessi privati dopo che il suo progetto era stato scartato dai club.
Un altro punto critico riguarda la “corsa contro il tempo” per firmare il rogito il 5 novembre 2025, appena cinque giorni prima che scattasse il vincolo culturale automatico sui 70 anni del secondo anello, che avrebbe impedito la demolizione del Meazza.
Il futuro dello stadio
Nonostante il terremoto giudiziario, il piano di Inter e Milan prevede tappe serrate:
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2027: Avvio dei lavori con lo spostamento del tunnel Patroclo (costi in gran parte a carico del Comune).
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2031: Inaugurazione del nuovo impianto firmato da Norman Foster, in tempo per gli Europei 2032.
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2035: Completamento dell’intero comparto, con la demolizione dell’80% del Meazza e la realizzazione di hotel e aree commerciali.
Secondo i club, i posti di lavoro generati dovrebbero arrivare intorno ai 16mila “full time equivalenti” all’anno e la nuova area di San Siro dovrebbe attirare oltre 11 milioni di persone all’anno, con un impatto complessivo di 3 miliardi, di cui 900 milioni sul quartiere.
Resta però l’allarme ambientale: l’operazione genererà circa 400.000 tonnellate di CO2, un dato che, secondo diversi studi, rischia di vanificare gli obiettivi del Piano aria-clima fissati dal Comune per il 2030.
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Chissà se la! magistratura meneghina darà anche questa volta giudizi da invasati sinistroidi di parte….
E sala quando verrà inserito tra gli indagati???
Chi di dovere dovrebbe andare anche a interpellare alcuni dipendenti e responsabili dell’ufficio comunale dell’urbanistica in Bovisa che ha in mano i fascicoli delle posizioni finanziarie presentati dalle 2 società calcistiche in paio di anni fa per la valutazione dell’idoneitá finanziaria ad acquistare lo stadio. Documenti di scatole cinesi tra capitali e fondi, situazioni poco chiare che comunque hanno consentito al comune di dare l’ok alla vendita nonostante le perplessità sollevate..