Da pochi giorni i due grandi pannelli che durante i Giochi erano collocati nel Villaggio olimpico hanno trovato una collocazione definitiva nell’atrio della storica piscina Cozzi di viale Tunisia, uno degli impianti più iconici gestiti da Milanosport. Non è una semplice operazione di ricollocamento: è una scelta politica e culturale.
Il murale raccoglie centinaia di firme e messaggi lasciati da atleti e delegazioni provenienti da tutto il mondo. Tra queste, spiccano quelle del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente del CIO, Kirsty Coventry. Non memorabilia decorative, ma tracce materiali di una ritualità codificata: quella della tregua olimpica.
Lo scorso novembre, infatti, l’Assemblea Generale delle ONU ha approvato all’unanimità la risoluzione che chiedeva l’istituzione di un periodo di tregua in occasione dei Giochi.
Una tradizione rilanciata dal CIO che, per Milano-Cortina, si è concretizzata in un arco temporale preciso: dal 30 gennaio — una settimana prima dell’apertura delle Olimpiadi — fino al 22 marzo, una settimana dopo la chiusura delle Paralimpiadi.
Dentro questo perimetro simbolico nasce il murale: uno spazio fisico in cui gli atleti non si limitano a competere, ma lasciano una dichiarazione. Non solo firme, ma messaggi espliciti di pace, inclusione, convivenza.
Essendo Milano-Cortina un’Olimpiade “diffusa”, anche i murales lo sono stati. Sei in totale: uno per ciascuno dei cinque villaggi olimpici — Milano, Cortina, Bormio, Livigno, Predazzo — più uno ad Anterselva, sede delle gare di biathlon. Quello oggi alla piscina Cozzi è dunque uno dei frammenti di un mosaico più ampio.
“Portare il Murale della Tregua Olimpica all’interno di un impianto di Milanosport e in particolare nella storica piscina Cozzi – sottolinea l’assessora allo Sport Martina Riva – significa consegnare alla città non solo un simbolo dei Giochi, ma un’eredità viva dei loro valori più profondi. Le firme degli atleti, insieme a quelle delle massime istituzioni, raccontano un messaggio universale di pace, rispetto e fratellanza che vogliamo resti visibile e accessibile a tutti, ogni giorno. In questo modo Milano continuerà a custodire e a vivere lo spirito dei Giochi”.
A rafforzare la narrazione interviene anche Lorenzo Lamperti, presidente e direttore generale di Milanosport:
“Siamo orgogliosi che la Piscina Cozzi ospiti oggi questa testimonianza concreta del messaggio universale di pace, rispetto e dialogo che ha accompagnato i Giochi. La presenza di firme come quella del Presidente della Repubblica e dei rappresentanti del movimento olimpico internazionale, oltre a quelle degli atleti e delle atlete, è un segno tangibile del valore e della portata di questa iniziativa. Accogliere questi simboli all’interno degli impianti Milanosport significa rendere viva e accessibile a tutti, ogni giorno, la legacy olimpica, soprattutto per le nuove generazioni che vivono lo sport come esperienza di crescita e condivisione”.
Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning and Legacy Officer della Fondazione Milano Cortina 2026, prova a darle sostanza:
“Il Murale della Tregua rimarrà un simbolo e un ricordo non solo dei Giochi di Milano Cortina 2026, ma anche dell’illustre esempio delle atlete e degli atleti che, nonostante le loro differenze, provenendo da Paesi, culture e religioni diverse, vivono e convivono nel villaggio olimpico. Questo muro rappresenta una testimonianza tangibile della straordinaria forza dei valori olimpici e paralimpici, dimostrando che l’unità può prevalere su qualsiasi barriera”.
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