Spaccio davanti all’ospedale Maggiore di Milano: arrestato pusher con hashish

Cronaca

Spacciava nel piazzale dell’Ospedale Maggiore di Milano, in un luogo che dovrebbe essere presidio di cura e sicurezza. Invece, per un uomo di 40 anni di origine marocchina, era diventato un punto di vendita di droga.

È stato arrestato dalla Polizia locale, che lo ha sorpreso mentre cedeva una dose di hashish a un cliente proprio davanti agli agenti impegnati in un controllo anti-spaccio nella zona. Lo scambio è avvenuto praticamente in diretta davanti alla pattuglia. Gli agenti hanno assistito alla cessione e sono intervenuti immediatamente fermando sia il presunto pusher sia l’acquirente.
Durante il controllo, il compratore ha ammesso senza esitazioni l’acquisto. Ha spiegato agli agenti di aver appena comprato una dose di hashish per 20 euro, aggiungendo un dettaglio che ha rafforzato il quadro accusatorio: non si trattava della prima volta. Secondo quanto riferito dall’uomo agli agenti, si era già rifornito in passato dallo stesso spacciatore.

L’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come consumatore di sostanze stupefacenti, come previsto dalla normativa amministrativa sul consumo personale. La perquisizione personale ha confermato i sospetti degli agenti.
Il quarantenne è stato trovato in possesso di: circa 27 grammi di hashish, 50 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, tipico indicatore dell’attività di spaccio al dettaglio. Elementi che, secondo la prassi investigativa, vengono considerati indizi concreti di detenzione ai fini di spaccio. A pesare sulla posizione dell’uomo non è stata solo la quantità di droga trovata. Dai controlli effettuati nella banca dati delle forze dell’ordine sono emersi precedenti specifici per reati legati allo spaccio di stupefacenti.

Ma soprattutto l’attività illecita avveniva nelle immediate vicinanze di una struttura sanitaria, circostanza che la legge considera aggravante. Per questo motivo il quarantenne è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dalla vicinanza a un luogo sensibile come l’ospedale.

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