Piazza Conciliazione oggi è un’incompiuta: nata come elegante soglia storica, è stata declassata a semplice rotatoria spartitraffico. Tra il verde inaccessibile e la scultura di Ramous che fatica a dialogare con il contesto ottocentesco, lo spazio attende una nuova identità. Ecco come il cuore di questo snodo urbano potrebbe cambiare volto e ritrovare la sua perduta personalità secondo Milano Città Stato
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Conciliazione, una piazza incompiuta da ripensare
# Come è oggi la piazza

Piazza Conciliazione si configura oggi come una grande rotatoria stradale, dominata dal traffico automobilistico e attraversata da flussi continui lungo gli assi di corso Vercelli, viale Milton e via XX Settembre. Lo spazio centrale è occupato da un’area verde isolata, non accessibile e priva di funzioni di sosta o attraversamento. Al centro è collocata la scultura Gesto per la libertà di Carlo Ramous, opera che segna una fase significativa della sua ricerca, orientata verso geometrie aperte e linee dinamiche. Presentata per la prima volta nel 1974, la scultura nasce per dialogare con lo spazio urbano, ma il contesto attuale ne riduce la leggibilità e il rapporto con l’intorno architettonico. In una piazza storica e fortemente caratterizzata dal tessuto edilizio ottocentesco, il monumento appare dissonante, più adatto a uno spazio meno centrale o a un contesto urbano moderno.
Cosa si potrebbe realizzare al suo posto?
# Una nuova centralità affidata a una fontana monumentale con statue, teste di leone e giochi d’acqua
Una fontana per piazza Conciliazione
Patti Lateranensi
Il nome piazza Conciliazione fa riferimento ai Patti Lateranensi, firmati l’11 febbraio 1929, con cui si chiuse la questione romana tra lo Stato italiano e la Santa Sede, aperta dopo la breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870. Il toponimo venne attribuito negli anni Trenta, durante una fase di profonda trasformazione urbana. In precedenza l’area era occupata dai bastioni spagnoli di porta Vercellina, poi Magenta, e dai caselli daziari che segnavano il confine tra Milano e il Comune dei Corpi Santi. Da qui passava lo stradone per Novara, oggi corso Vercelli, e qui si concentravano controlli, traffici e attività legate al dazio. Con l’annessione dei Corpi Santi nel 1873, bastioni e caselli furono demoliti, aprendo la strada alla costruzione dei nuovi isolati borghesi e, negli anni Trenta, alla nascita dell’attuale piazza, pensata più come spazio simbolico che come luogo vissuto.
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