“Accogliamo con favore la decisione del Tribunale del Riesame che ha disposto il dissequestro del cantiere di via Anfiteatro. È un passaggio importante, perché restituisce continuità a un intervento che, da quanto emerso, aveva già ottenuto valutazioni favorevoli in sede di giustizia amministrativa. In questi casi le imprese agiscono facendo affidamento su titoli rilasciati e su pronunciamenti che ne confermano la legittimità: parlare di buona fede del costruttore non è uno slogan, è il presupposto stesso della certezza del diritto. Il punto, però, resta generale e riguarda l’intero sistema: non possiamo permetterci che il governo della trasformazione urbana si muova in un’area di incertezze, dove procedure e qualificazioni degli interventi (ristrutturazione, nuova costruzione, strumenti attuativi, uso della Scia) diventano terreno di contenzioso permanente. Questo ha paralizzato gli uffici del Comune e genera blocchi, costi, perdita di lavoro e un danno per la città, oltre a spingere operatori seri verso un immobilismo difensivo. Per questo, come Assimpredil ANCE chiediamo un intervento normativo e regolatorio risolutivo, che chiarisca in modo univoco competenze, titoli abilitativi e perimetri applicativi, riducendo l’incertezza interpretativa e assicurando tempi certi. Milano ha bisogno di regole stabili, trasparenti e applicabili, non di uno stallo che paralizza investimenti e rigenerazione. Siamo pronti a collaborare con Governo, Parlamento, Regione e Comune per costruire rapidamente un quadro chiaro che tuteli legalità, qualità urbana e continuità del lavoro”. Lo dichiara il presidente di Assimpredil Ance Giovanni Deleo.
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