Agenti ICE in Italia

Milano-Cortina, gli atleti Usa sbarcano con l’Ice

Attualità

L’Immigration and Customs Enforcement (Ice), la famigerata agenzia federale statunitense al centro delle polemiche per le violente retate contro l’immigrazione irregolare, sarà impiegata anche in Italia durante i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026.

La presenza dell’Ice, scrive Il Fatto Quotidiano, rientra in una più ampia collaborazione internazionale in materia di sicurezza, formalmente giustificata come supporto alle forze dell’ordine italiane nella prevenzione delle minacce transnazionali. L’agenzia fa capo al Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs), nato dopo l’11 settembre 2001 sotto la presidenza di George W. Bush. Al suo interno opera anche l’Homeland Security Investigations (Hsi), struttura con competenze investigative a livello globale. Secondo quanto riferito, uomini dell’Ice saranno presenti sul territorio italiano nel periodo dei Giochi, affiancando la polizia locale senza però esercitare poteri diretti di polizia giudiziaria.

La notizia solleva forti polemiche per il ruolo e i metodi dell’agenzia, da anni al centro di critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani. L’Ice è accusata di pratiche aggressive, arresti indiscriminati e violazioni dei diritti fondamentali dei migranti, spesso anche in assenza di precedenti penali. Numerosi rapporti documentano irruzioni in ospedali, chiese, scuole e tribunali, con famiglie separate e minori coinvolti. Il nome dell’agenzia è tornato recentemente alla ribalta dopo l’uccisione di Renee Good, una cittadina statunitense di 37 anni, colpita durante un’operazione in Minnesota. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla militarizzazione delle attività dell’Ice e sull’uso della forza. A fronte di queste accuse, l’agenzia rivendica il proprio ruolo di contrasto al traffico di esseri umani, al terrorismo e alla criminalità organizzata internazionale, sottolineando di avere oltre 90 sedi operative in 50 Paesi. Secondo l’Ice, la cooperazione con l’Italia avverrà nel pieno rispetto delle leggi nazionali e internazionali. Tuttavia, giuristi ed esperti di diritti civili mettono in guardia: la presenza di un’agenzia straniera nota per pratiche controverse in un contesto come quello olimpico potrebbe aprire la strada a forme di sorveglianza estesa e a possibili abusi, in particolare nei confronti dei migranti.

Il timore è che, sotto la copertura della sicurezza dei grandi eventi, si rafforzi un modello repressivo già sperimentato in altri contesti internazionali, in cui l’eccezione diventa regola. Milano-Cortina 2026 rischia così di diventare non solo una vetrina sportiva globale, ma anche un banco di prova per politiche di sicurezza sempre più invasive, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre la durata dei Giochi.

Roma smentisce –“Premesso che al momento non ci risulta in questa fase, ma anche se fosse, le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse. Non vedo quale problema ci sia. Il coordinamento della sicurezza rimane in capo alle autorità nazionali”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del forum internazionale del turismo a Milano.

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