Buona domenica ai lettori, la 22a di serie A inizia venerdì a S.Siro, con una pioggia battente: acqua dal cielo e gol dal campo. La capolista Inter, infatti, per non scordarsi mai di essere la “pazza”, incontra una squadra gemella per colori della maglia ma non certo per livello qualitativo e blasone, il neopromosso Pisa…
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Inter-Pisa 6-2
E che fa, la pazza? Ovviamente parte in quarta, e prende subito possesso palla e campo, Pisa arroccato nella propria area, ma mantiene inviolata la porta. Ci prova Esposito, tiro che finisce fuori, ma poi inizia il “bello” (che in questo caso non è l’aspetto estetico) di Sommer, con la sua incredibile papera al’11: dopo un malinteso con Zielinski, regala letteralmente la palla a Moreo, che non si fa pregare e lo uccella con un perfetto “sombrero” da oltre 30 metri. Non basta, mentre i giocatori dell’Inter ancora non realizzano l’incidente del loro portiere, passano altri 12 minuti e ancora lui, Moreo, si alza su tutti a prendere di testa un corner, anticipa Bissek e gela S.Siro con il raddoppio! Così, come nello scorso campionato contro il Monza, l’Inter va clamorosamente sotto, e come allora rimonta e conquista tre punti importantissimi nella corsa allo scudetto. La squadra di Chivu, per la prima mezz’ora del primo tempo se la vede brutta, ma nel finale inizia a far la voce grossa, e la reazione è veemente, nell’arco di 8 minuti: Zielinski accorcia su rigore al 39′ (netto mani in area di Tramoni), Lautaro pareggia di testa al 41′ su cross di Dimarco, Pio Esposito completa la rimonta al secondo minuto di recupero prima dell’intervallo, servito perfettamente da Bastoni. Nella ripresa i padroni di casa premono a caccia del poker, colpiscono un palo con Dimarco e alla fine è proprio lui, partito in panchina e mandato in campo al 34′ per un fischiato Luis Henrique, a chiudere i conti. Nel finale c’è gloria anche per il neo entrato Bonny, che infierisce su un avversario ormai in disarmo, e per Mkhitaryan. Inter che almeno per 2 notti va +6 su Milan e Napoli, attese da impegni complicatissimi: una va in casa della Roma, l’altra della Juventus. Una coppia di sfide che, matematicamente, farà perdere punti a qualcuna nella corsa ad inseguire la capolista.
Como-Torino 6-0
La squadra di Fabregas imita l’Inter e ne fa sei al Torino, dopo aver sbancato senza troppa fatica l’Olimpico con un secco 3-0 contro la Lazio, nel precedente turno. Il Como non sembra avere alcuna intenzione di sollevare il piede dall’acceleratore, torna a casa in riva al lago e in 16 minuti i suoi lancieri “sedano” i granata con un doppio anestetico, firmato Douvikas al minuto 8 e Baturina al 16′. Provano a reagire i torinesi, ma in concreto non vanno oltre un tentativo insidioso di Ngonge, che dal limite sfiora il palo con un tiro leggermente deviato da un granata. Sono invece i ragazzi di Fabregas a sfiorare in diverse occasioni il tris, che poi arriva nella seconda frazione di gioco, al 10′ quando l’incursione in area di Douvikas viene deviata con un tocco di mano da Maripas. Arbitro al field on review, rigore inevitabile. Dal dischetto Da Cunha non fallisce, e porta al sicuro i 3 punti del Como, che qualche minuto più tardi dimostra di non essere ancora sazio e aumenta il bottino con Douvikas (doppietta per lui), poi infierisce ancora sul povero toro ormai agonizzante, raggiungendo la cinquina con Kuhn, neo entrato, che riceve da Caqueret e insacca con un tiro a giro dal limite. Una manciata di secondi, ed è ancora lo stesso Caqueret, ingolosito dalla festa, a siglare addirittura la sestina con una botta da fuori area, a concludere un turno di festa comasca, ed un calvario per il Torino.
Fiorentina-Cagliari 1-2
I viola perdono nuovamente la bussola, e tornano nel purgatorio da cui si erano faticosamente, ma di poco allontanati con la vittoria nel turno precedente. E lo fa alla prima partita senza il presidente Rocco Commisso (ricordato ancora con un minuto di silenzio) tra le mura amiche. A decidere la contesa, le reti di Kiliçsoy (di testa su deviazione di Comuzzo) e Palestra, che archivia il match con il primo gol in Serie A, e assist. Vale solo per gli archivi il gol di Brescianini al 74′. Con questo risultato, i sardi di Pisacane ottengono la seconda vittoria consecutiva dopo quella contro la Juventus, assestandosi così a 25 punti in classifica, almeno momentaneamente all’11° posto. Dopo il pareggio in Lecce-Lazio, la Fiorentina resta al terzultimo posto a quota 17, superata dal Lecce che sale a 18.
Lecce-Lazio 0-0
Finisce a reti bianche il duello, in verità poco emozionante, tra salentini e laziali al Via del Mare. Un solo vero brivido lo vive la Lazio al 40′ del primo tempo, su una gran legnata di Ramadani che si stampa sulla traversa, vicino all’incrocio. Tutto sommato, un pareggio che serve più al Lecce per staccare dal terz’ultimo posto, lasciato alla Fiorentina perdente a Cagliari, che alla Lazio rimasta ancorata a metà classifica.
Questi gli anticipi, con la classifica che si allunga in attesa delle risposte che arriveranno oggi dai campi di Torino e Roma. Il calendario prevede, nell’ordine, alle 12,30 Sassuolo-Cremonese, alle 15 Genoa-Bologna e Atalanta-Parma, alle 18 Juventus-Napoli e alle 20,45 Roma-Milan. A chiudere, in posticipo domani sera, il derby del triveneto H.Verona-Udinese. Buon pomeriggio a tutti!

