Riformisti: ATM, migliorare scale mobili e ascensori: presentata mozione

Milano

Un’analisi puntuale, circostanziata, senza appello e inascoltata. Il gruppo dei Riformisti ha presentato in Consiglio comunale una mozione dedicata alla trasparenza, disponibilità e manutenzione degli impianti di risalita – ascensori, montascale e scale mobili – nelle stazioni della metropolitana milanese.

«Il corretto funzionamento degli impianti di risalita rappresenta un servizio pubblico essenziale, soprattutto per persone con disabilità, anziani e cittadini con ridotta mobilità. Oggi Atm gestisce oltre 780 impianti in 119 stazioni, con un piano di ammodernamento che prevede circa 187 nuovi o rinnovati impianti entro il 2026, ma le criticità restano rilevanti: secondo i dati che abbiamo raccolto con le nostre campagne di ascolto, ogni giorno circa 30 scale mobili risultano fuori servizio», dichiara Giulia Pastorella, capogruppo dei Riformisti. Le segnalazioni – spiegano i Riformisti – sono state raccolte da cittadini e volontari tra ottobre e dicembre 2025 e evidenziano problemi diffusi su tutte le linee, con percentuali significative di ascensori e montascale non funzionanti o assenti e con oltre la metà delle criticità non segnalate nei sistemi informativi di Atm.

«Con questa mozione chiediamo impegni concreti: più trasparenza nei dati, informazioni aggiornate in tempo reale anche sulle scale mobili e un cronoprogramma chiaro. Sono strumenti indispensabili per permettere a tutti, in particolare alle persone più fragili, di pianificare i propri spostamenti e per migliorare la qualità complessiva del servizio» ha aggiunto il consigliere Daniele Nahum. «Dalle nostre indagini è emersa una situazione preoccupante per le persone con disabilità. I percorsi tattili sono stati rilevati solo nel 50% dei casi e gli annunci sonori erano presenti soltanto 2 volte su 3. Un altro dato preoccupante è che solo nel 10% dei casi erano visibili delle indicazioni per chiedere assistenza in caso di impossibilità di accedere alle banchine e-o ai treni. Il fatto che i dati emersi da un’analoga analisi fatta su Trenord siano molto simili, non consola, anzi ci deve spingere a migliorare ancora» ha concluso il consigliere Gianmaria Radice.

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