Malori, freddo e isolamento tra le cause principali: un terzo delle vittime è di nazionalità italiana.
Un clochard è morto di freddo ieri, 8 gennaio 2026, davanti alla Stazione Cadorna di Milano, riaccendendo il dibattito sulle politiche sociali per i senza fissa dimora, con polemiche politiche sull’efficacia dei dormitori pubblici e sulle condizioni di chi vive per strada, un problema ricorrente nella zona delle stazioni milanesi.
Malori, cadute, patologie lievi che degenerano a causa delle intemperie. Quella dei senza dimora in Lombardia è una strage silenziosa che non accenna a fermarsi: nel 2025 le vittime sono state 79, un dato che conferma il drammatico bilancio dell’anno precedente. La regione si attesta purtroppo al primo posto in Italia per numero di decessi su un totale nazionale di 414 casi.
La geografia del fenomeno e il profilo delle vittime
Il primato lombardo è strettamente legato all’attrattività delle grandi aree urbane, che richiamano un numero sempre maggiore di persone in stato di marginalità. Tuttavia, il profilo di chi vive in strada sta cambiando: non si tratta solo di emarginati storici, ma anche di lavoratori poveri che, pur avendo un reddito, non riescono a sostenere i costi del mercato immobiliare o subiscono discriminazioni nell’accesso all’affitto.
I dati dell’Osservatorio fio.PSD per il 2026 delineano una mappa critica:
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Milano: 27 decessi
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Bergamo: 19 decessi
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Como: 8 decessi
Il 44% delle vittime è stato ritrovato in luoghi pubblici come parchi e strade, una percentuale molto più alta rispetto alla media nazionale (34%). Questo dato evidenzia come la morte avvenga spesso in contesti di estrema visibilità, ma nel totale isolamento sociale.
Cause e dati demografici
Le cause dei decessi confermano la fragilità di chi non ha un riparo adeguato:
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Malori e malattie: 42%
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Incidenti e annegamenti: 10%
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Aggressioni e omicidi: 9%
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Suicidi: 6 casi registrati
L’identikit della vittima tipo è un uomo (88%), con un’età media di circa 47 anni. Si registra però un dato preoccupante per quanto riguarda le donne: in Lombardia rappresentano il 12% dei decessi, una quota superiore alla media italiana (8%). In un caso su tre, la persona deceduta era di cittadinanza italiana.
Oltre l’emergenza freddo
Sebbene le amministrazioni abbiano potenziato i servizi di accoglienza, dormitori e mense, la strada resta un ambiente ostile dove eventi clinici ordinari diventano fatali. La mancanza di una residenza e la conseguente difficoltà di accesso continuo alle cure sanitarie rimangono, insieme alla solitudine, i principali fattori di rischio che trasformano una condizione di povertà in una sentenza di morte.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano