“Una scoperta davvero eccezionale. Un regalo che la storia fa alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi”. Così il presidente della Regione, Attilio Fontana, a Palazzo Lombardia, in apertura della conferenza stampa di presentazione ‘Triassic Park: migliaia di orme di dinosauri scoperte nel Parco Nazionale dello Stelvio’.
“La testimonianza di un passato che risale a oltre 200 milioni di anni fa – spiega il governatore – e che evidenzia come, nel cuore delle Alpi, tra Livigno e Bormio, siano conservate le tracce di dita e artigli di dinosauri impresse su piane di marea alla fine del Triassico”.
Il Triassic Park dell’Alta Valtellina
Le dichiarazioni del presidente Fontana si riferiscono al ritrovamento di un vero e proprio “giacimento” di icnofossili (orme fossili) situato a circa 3.000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio. Ciò che rende l’annuncio straordinario non è solo la quantità delle tracce — migliaia, appunto — ma la loro collocazione temporale e geografica.
I dettagli della scoperta
Le orme risalgono a circa 220-230 milioni di anni fa (Triassico Superiore). In quell’epoca, l’area che oggi ospita i ghiacciai e le vette alpine si presentava come una vasta piana di marea tropicale, simile alle attuali Bahamas. I dinosauri camminavano su fanghi caldi che, essiccandosi e venendo successivamente ricoperti da altri sedimenti, hanno cristallizzato il movimento di questi giganti per milioni di anni.
Tipologia di tracce: Sono stati identificati segni nitidi di dita, artigli e persino la tessitura della pelle. Le impronte appartengono a diverse specie, tra cui primitivi dinosauri bipedi (teropodi) e grandi erbivori quadrupedi. Il fatto che si trovino su pareti quasi verticali a quote elevate è il risultato della spinta tettonica che ha sollevato l’antico fondale marino durante la formazione delle Alpi.
Il legame con le Olimpiadi 2026
Il riferimento di Fontana alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non è casuale. Il sito si trova tra Livigno e Bormio, due delle località protagoniste dei prossimi Giochi Invernali.
La Regione Lombardia intende sfruttare questa scoperta come volano per il turismo scientifico e culturale, offrendo agli atleti e ai visitatori di tutto il mondo una narrazione del territorio che va oltre lo sport e il paesaggio, arrivando alle radici stesse della vita sulla Terra.
“Non è solo un ritrovamento scientifico,” ha aggiunto Fontana, “ma un’opportunità di valorizzazione territoriale che ci permetterà di raccontare la Lombardia come una terra dove la modernità delle grandi infrastrutture olimpiche convive con l’eternità della preistoria.”
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