Tra il 5 e il 7 dicembre scorsi il padiglione di cure intensive del San Raffaele, noto come “Iceberg”, è stato teatro di gravi disfunzioni organizzative che hanno destato forte preoccupazione. A seguito delle relazioni trasmesse dal Nas e dalla Squadra Mobile, la Procura di Milano ha deciso di aprire un’inchiesta conoscitiva. Si tratta di un fascicolo senza titolo di reato né indagati, finalizzato esclusivamente a chiarire quanto accaduto e a valutare eventuali profili di responsabilità.
L’indagine è stata affidata al pubblico ministero Paolo Filippini, appartenente al dipartimento coordinato dall’aggiunto Tiziana Siciliano. Al centro dell’attenzione vi è l’affidamento del servizio infermieristico del reparto a una cooperativa esterna, che secondo le prime verifiche non si sarebbe dimostrata all’altezza del compito. Le carenze riscontrate avrebbero comportato rischi concreti per la sicurezza dei pazienti ricoverati in terapia intensiva.
La Procura intende ricostruire nel dettaglio la catena decisionale e le modalità con cui è stato gestito l’appalto, verificando se siano stati rispettati gli standard richiesti in un reparto così delicato. L’inchiesta conoscitiva, pur non configurando al momento ipotesi di reato, rappresenta un passaggio importante per garantire trasparenza e tutelare la salute dei cittadini. Il caso ha sollevato interrogativi più ampi sul ricorso a cooperative esterne per servizi sanitari di alta complessità, un tema che potrebbe aprire un dibattito istituzionale e politico sulla qualità e l’affidabilità delle cure in contesti critici come le terapie intensive.
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