Molto si parla in questi giorni, della relazione, preparata dal “nostro Supermario”, su richiesta della Presidente rieletta della Commissione Europea, Ursula von der Leyen e relativa a quanto dovrebbe fare l’UE per recuperare, in primis, una adeguata “produttività”, nel tempo più breve.
In estrema sintesi, riecheggiando ll motto espresso dallo stesso Professor Mario Draghi, quando fu chiamato dal Presidente Mattarella a dare una valente mano, al fine di far uscire presto l’Italia dal problema della pandemia (vale a dire … “vaccinarsi o morire”…), in questo caso “Supermario” par dire all’Unione Europea … “trasformarsi o morire”!
Ma vediamo di approfondire la materia. Di certo, è conseguenza prima dei gravi danni politici ed economici, che la elefantiaca e ampiamente parassitaria struttura burocratica statalista, d’impronta socialista (…quasi sovietica…), datasi dall’UE, tende a causare un costante incremento del suo costo, a tutto discapito della spesa, sia per investimenti produttivi, che per le tutele sociali. Un insieme di danni, tanto politici quanto economici, che ha, nel corso degli ultimi trent’anni, tarpato, e pesantemente uno sviluppo costantemente crescente di una generale crescita della “produttività”.
Un grave stato contingente delle istituzioni della “Unione Europea”, che non è, né fattualmente né giuridicamente, uno “Stato Federale”, ma che a ciò si atteggia nel suo operato, nel contesto internazionale, in una sorta di, sempre più preoccupante, “analfabetismo giuridico” (anche da parte di alcuni leaders dei suoi Stati Membri) e di diffusa corruzione entro le fila della sua elefantiaca burocrazia di semplici funzionari governativi.
Si è di fronte ad un totale stravolgimento dell’originario progetto di una graduale integrazione economica dei mercati degli Stati Membri, nell’interesse precipuo dei cittadini di tali Stati, che è divenuto, nel tempo e nei fatti quotidiani, una organizzazione amministrativa che persegue, in realtà, interessi eterodiretti, che risultano per lo più di danno diretto ai cittadini dell’Unione, che hanno invece bisogno di un’”Europa” che faccia tutt’altre cose oggi di primario loro interesse!
Bisognerebbe avere l’onestà mentale di riconoscere anzitutto che l’attuale “UE” è il primo, vero perdente nella guerra in Ucraina, con la quale gli USA l’han tolta di mezzo come possibile soggetto di rilievo primario in ambito internazionale, riducendola nei fatti ad una semplice propaggine transatlantica al loro servizio in ambito NATO. In un nuovo assetto internazionale, quale gli eventi correnti stanno delineando, si palesa un interesse degli USA, infatti, a limitare il più possibile il numero dei soggetti ultimi decisori mondiali, possibilmente solo a due, Cina e Stati Uniti stessi.
L’attuale elefante burocratico dell’”Unione Europea” è pertanto una sorta di “morto che cammina” per forza di semplice inerzia residua, il quale, con la riconferma della precedente Presidente della Commissione ( avvenuta in un totale dispregio della volontà dei suoi cittadini espressa alle ultime, assai recenti elezioni del Parlamento Europeo ) pare abbia pure deciso di suicidarsi, stante il programma esposto da tale Presidente, che risulta per lo più contrario all’interesse specifico dei cittadini degli Stati Membri (il cosiddetto -e del tutto folle- “Green Deal”, nonché la sostanziale candidatura ad accollarsi il costo oggettivamente insostenibile della guerra in Ucraina)!
Perché operino efficacemente per il bene comune dei singoli cittadini e non a loro danno, parrebbe proprio che le istituzioni dell’”UE” vadano ormai, nell’oggi, totalmente ripensate, al fine di salvaguardare una sostanziale precondizione per una “vissuta e materiale democrazia”, quale, sia concettualmente, che originariamente, alla base delle cosiddette “Libere Democrazie Occidentali”.
A tale fine, per l’Europa, necessita una totale revisione dei Trattati ora vigenti, da operarsi esclusivamente per iniziativa degli Stati Membri stessi (…e non già inizialmente da parte della Commissione dell’”UE”, che è mera struttura di funzionari al servizio dei singoli Stati Membri, nell’attuale assetto giuridico dell’Unione!).
Bisognerebbe inoltre uscire una volta per tutte dalla ricorrente grande menzogna che definisce chi vuole fermamente cambiare la presente “Europa” come “antieuropeista”, in opposizione a chi (definito valido “europeista” dalla corrente narrazione dei media) vuole solamente, in effetti, conservare ogni privilegio della presente inetta e corrotta (per asservimento alle più svariate “lobbies”) burocrazia dell’”UE”. Chi fermamente, ancora oggi, crede nella piena validità di un ideale d’”Europa”, quale vero soggetto della storia, non può infatti che auspicare un radicale aggiornamento strutturale degli attuali vigenti Trattati dell’ “Unione Europea”, per iniziativa dei suoi Stati Membri.
Sulla scorta pertanto di quanto qui sopra considerato, qualcuno potrebbe anche pensare che, per quanto riguarda la suddetta “Agenda Draghi per l’Europa”, possa forse essere … già troppo tardi?
Antonio Belloni
(autore di : “L’”Italia” La Guerra! La Paura Un Futuro? Edizioni Epigraphia
e del pamphlet di attualità politica : “Che Estate! E mo, che facciamo?” Edizioni BookSprint)
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