Buona settimana ai lettori, ultimo atto di questo campionato, con incertezza fino all’ultimo istante per quanto riguarda la retrocessione, e colpi di scena nei minuti finali. Vediamo in sequenza sinteticamente cosa è successo sui 6 campi di quest’ultima giornata:
Napoli-lecce 0-0
Stagione da dimenticare senza alcun rimpianto e con tanto rammarico per il Napoli, fresco reduce da uno scudetto tanto storico quanto provvisorio. E’ finita 0-0 Napoli-Lecce, tra i fischi assordanti dello stadio. Un incubo lungo mesi e mesi, attraverso tre allenatori uno peggio dell’altro e un’involuzione totale di una squadra in black out già a fine autunno, e non ha mai più riacceso la luce. Era rimasto solo un minuscolo mini-obiettivo, arrivare davanti al Torino per sperare in un ripescaggio in Conference League, se la Fiorentina mercoledì dovesse alzare il trofeo nella finale con l’Olympiakos. Ma nonostante il ko dei granata a Bergamo con l’Atalanta, questo Napoli non è stato in grado di vincere l’ultima di campionato, chiudendo a pari punti del Toro ma sotto per i confronti diretti. L’ultima goccia di veleno, letale fino alla fine.
Atalanta-Torino 3-0
La Dea non vuole saperne di tornare indietro di qualche partita, quando sembrava faticare troppo per trovare il gol. E dopo il clamoroso trionfo in Europa L. a spese dei campioni di Germania del B.Leverkusen, rifila al Torino lo stesso punteggio ribadendo, per chi non fosse ancora convinto, di essere ormai squadra di livello europeo in grado, nel pieno della forma, di mettere in difficoltà anche squadre più blasonate.
Così, con reti di Scamacca, Lookman e Pasalic su rigore, l’Atalanta si sbarazza anche dei granata nell’ultima apparizione del campionato al Gewiss Stadium, generando una serie di verdetti per quanto riguarda la classifica di Serie A e l’accesso alle coppe europee. Con questo successo, la Dea sale al quarto posto, scavalcando il Bologna, e condannando così l’Italia ad avere solo cinque squadre nella nuova Champions League e di conseguenza la Roma ad accontentarsi dell’Europa League, indipendentemente dal risultato (negativo) con l’Empoli.
Dopo aver vinto la finale di Dublino, infatti, gli orobici avrebbero dovuto restare quinti in classifica (di fatto non facendo più di due punti tra l’ultima col Torino e il recupero con la Fiorentina), aprendo così uno slot per la Champions alla squadra successiva in classifica. Invece, con gli ultimi risultati, le classificate sono ufficialmente le prime cinque, Roma e Lazio saranno iscritte all’Europa League e la Fiorentina sarà di nuovo in Conference League.
Verona-Inter 2-2
Benché con ampio turnover da entrambe le parti, Hellas Verona ed Inter salutano la Serie A con uno spettacolare pareggio. Arnautovic apre le danze, ma sono gli scaligeri di Baroni a fare la partita, almeno nella prima fase. L’Inter non si scalda, e pare lasciar fare all’entusiasmo e alla fisicità dei padroni di casa. Noslin e Suslov la ribaltano, ma al tramonto della prima frazione lo stesso Arnautovic pareggia. Nella ripresa i ritmi rimangono alti, con Perilli che nega a Frattesi il gol. All’ultimo respiro segna Sanchez, il guardalinee rimane con la bandierina immobile illudendo della vittoria last minute i nerazzurri, ma interviene il check VAR e il gol viene annullato per fuorigioco, quando ormai mancano pochi secondi al termine dei 3′ di recupero. Triplice fischio, tutti in vacanza tranne i 6 nerazzurri convocati da Spalletti in Nazionale per il torneo Euro2024 imminente in Germania. L’Hellas Verona invece si congeda dal proprio pubblico con un’altra dimostrazione di qualità e quantità, facendo faticare i neo Campioni d’Italia che, senza Lautaro rimasto in panchina, con Thuram in fase prevacanziera, senza Bastoni, Mkhitarian, Darmian e Sommer, hanno trovato comunque un Arnautovic volitivo e ben disposto a fare la sua parte nella partita che, quasi certamente, è stata la sua ultima con la maglia dell’Inter.
Frosinone-Udinese 0-1
Girandola di emozioni allo stadio Stirpe. Frosinone salvo e tranquillo per quasi tutto il match (colpisce anche due legni con Soulé e Brescianini), poi una doppia, ferale notizia: il vantaggio di Keinan Davis, al suo primo centro in Serie A al 76′, e il gol del 2-1 dell’Empoli sulla Roma, firmato da Niang al 93′. Risultato finale: Cannavaro salvo, Di Francesco, in lacrime al triplice fischio, in Serie B.
E’ la legge del calcio: le partite possono terminare soltanto al fischio dell’arbitro…
Empoli-Roma 2-1
Un finale da thriller, con colpo di scena che nessuno, ormai, si sarebbe atteso. Epilogo incredibile di un’incredibile corsa a tre, si salva l’Empoli al photofinish e a scendere in Serie B è il Frosinone, ovvero l’unica squadra a cui sarebbe bastato un semplice pareggio prima degli ultimi 90 minuti di campionato. I toscani fanno la propria parte ed è sufficiente con la vittoria sulla Roma, “condannata” qualche ora prima a giocare la Champions League dal successo dell’Atalanta sul Torino. L’uomo della salvezza è M’Baye Niang, l’ex milanista, a segno al terzo minuto grazie anche alla prima mezza papera di Svilar. È il punto decisivo, dopo quelli di Cancellieri e Aouar nel primo tempo, perché proietta l’Empoli al quartultimo posto davanti al Frosinone, superato dall’Udinese e costretto al ritorno in B dopo appena 12 mesi. Un ribaltone che in pochi, probabilmente, si sarebbero attesi, e che rappresenta l’ennesimo miracolo sportivo di Davide Nicola, di nuovo capace di uscire vivo dalla tempesta dopo le imprese di Crotone e Salerno.
Lazio-Sassuolo 1-1
Decisamente blando e con ben poche emozioni l’incontro all’Olimpico, finisce con un gol per parte. I biancocelesti chiudono così al 7° posto con 61 punti, mentre i neroverdi emiliani, ormai da giorni condannati alla Serie B, salgono inutilmente a quota 30. A un primo tempo senza reti e parecchio noioso, è seguita una seconda frazione di gioco in cui si è vista una maggiore intensità: al 60′ i padroni di casa sbloccano la gara con una splendida esecuzione di Zaccagni su punizione, ma dopo appena 6 minuti, gli ospiti raggiungono il pareggio con la zampata di Viti sul cross di Thorstvedt (deviato) da calcio di punizione.
E’ tutto per questa 38a e ultima giornata, che va in archivio quindi con la vittoria dell’Inter campione d’Italia, con seconda stella al 20°scudetto, e con la retrocessione di Sassuolo, Frosinone e Salernitana. Arrivederci quindi alla prossima stagione, con ben 5 squadre in Champions League (Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Bologna), 2 in Europa L. (Roma e Lazio) e una in Conference L. , la Fiorentina, che però, dovesse aggiudicarsi l’edizione attuale battendo in finale l’Olympiakos, andrebbe in Europa L. liberando spazio in Conference L. per una delle due candidate Torino e Napoli, e portando quindi a 9 le squadre italiane in competizioni europee. Un bel tragurado, ancora possibile, quindi forza Viola!


