A fine 2023 sono 4.050 imprenditrici artigiane attive nella città di Milano, per il 40% (1.623) la titolare è una straniera.
Sono i dati del Registro Imprese, rielaborati da Unione Artigiani. Tra i confini cittadini il dato è stabile mentre risulta in piccola crescita (circa + 2%) nell’Area metropolitana (5.615) e in Provincia di Monza (2,778), con un’incidenza
della presenza non italiana rispettivamente del 26% (pari a 1.461) del 20% (542).
Il 40% (circa 5.000) delle artigiane dell’intero territorio milanese e brianzolo sono parrucchiere, estetiste, tatuatrici, piercer oppure operatrici di discipline olistiche (servizi alla persona), per un altro 30% guidano micro e piccole imprese di pulizia (1.688) e sartoria tra riparazioni e piccole produzioni su misura (1.857) ma non mancano donne che sfidano settori considerati maschili tra titolari di imprese metalmeccaniche, trasporti ed elettronica.
“La fotografia che abbiamo scattato attraverso la lente del Registro Imprese fa emergere, ancora una volta, come l’artigianato resti sempre una strada non agevole per le donne ma che restano libere tantissime aree di mercato, e non solo nei settori tradizionalmente femminili, per coloro che vogliono impegnarsi e dimostrare le loro qualità. Certo, ci vuole sempre una certa dose di coraggio che oggi registriamo, lo dicono i dati, in particolar modo tra le imprenditrici straniere. A tutte, indistintamente, garantiamo formazione, assistenza tecnica-legale e tutoraggio in ogni fase della vita dell’impresa, dall’idea al business plan all’export, passando per la sicurezza. la contabilità e la burocrazia“, commenta Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani.
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