Ma non è una fiction: è un’articolata somma di crimini compiuti con furbizia e abilità, chissà da quanto tempo, in questa città disattenta, tesa a far soldi, a porre divieti.
Grazie agli agenti della Squadra Mobile che hanno arrestato negli ultimi sette giorni tre persone e hanno sequestrato complessivamente 1,8 kg di cocaina e oltre 8mila euro in contanti.
Il primo arresto riguarda un 34enne albanese che deteneva all’interno della sua abitazione un ingente quantitativo di sostanza stupefacente e hanno predisposto un mirato servizio di osservazione nei pressi dello stabile in via Cenisio dove risiede: verso le ore 23:45 di venerdì 19 gennaio, lo hanno visto uscire dall’appartamento e hanno deciso di procedere al controllo. Nell’abitazione, all’interno di vari mobili, sono stati trovati complessivamente 680 grammi di cocaina suddivisi in oltre 250 dosi, due bilancini di precisione, una macchina per il sottovuoto, materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente e la somma di 8mila euro. All’interno del box di sua pertinenza, gli agenti hanno invece sequestrato ulteriori 40grammi di cocaina e 150 euro.
Stessa sorte è toccata ad un italiano 42 anni, con precedenti di polizia per spaccio di stupefacenti. Lunedì scorso l’uomo è stato notato dai poliziotti, verso le ore 17, in corso Sempione a bordo di un’autovettura mentre attendeva di qualcuno. Dopo pochi minuti, è arrivato un 44enne italiano che è salito a bordo del mezzo ed è sceso subito dopo. Fermato dai poliziotti, ha consegnato un involucro contenente 0,4 grammi di cocaina e ha dichiarato di averlo acquistato poco prima. Gli agenti hanno quindi fermato l’auto con a bordo il pusher in Via Marco Ulpio Traiano e, all’interno del mezzo, hanno trovato 4 accendini contenenti complessivamente 14 dosi di cocaina dal peso complessivo di 7 grammi e 350 euro nel marsupio che portava a tracollo. Presso la sua abitazione, i poliziotti hanno poi sequestrato un etto di hashish, 2 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente.
Mercoledì, invece, nel pomeriggio gli agenti hanno arrestato un 31enne italiano, privo di precedenti legati agli stupefacenti, per la detenzione ai fini di spaccio di oltre un chilo di cocaina. Transitando nei pressi di un autolavaggio nel comune di Segrate, i poliziotti hanno notato un uomo a bordo di un’autovettura che si guardava intorno con fare sospetto; sottoposto a controllo, l’uomo ha mostrato un evidente nervosismo: dietro una paratia del portabagagli è stato trovato un panetto di cocaina del peso di circa 1,1 chili.
La Squadra Mobile, poi, nel corso dell’attività volta al contrasto dei reati predatori, ha arrestato quattro persone di origine sudamericana per furto e uso illecito di carte di pagamento: martedì verso le ore 19, i poliziotti hanno visto un uomo e una donna che, confabulando spesso tra loro, si aggiravano lungo via Torino guardando negozi dove entrare. Fatto accesso in un negozio di abbigliamento, i due hanno prelevato dei capi di vestiario fino a quando l’uomo, un 26enne cubano, si è recato alla cassa per pagare i prodotti da lui presi dagli scaffali ma senza riuscirci. Alle casse, infatti, la carta di pagamento non è stata accettata e i due hanno lasciato i prodotti sul bancone per poi uscire. Entrati subito dopo in un vicino negozio di abbigliamento intimo, i poliziotti hanno assistito alla stessa scena che, anche qui, si è conclusa con il mancato pagamento perché la carta non era stata accettata. Usciti da quest’ultimo negozio, i due hanno gettato la carta in un cestino dei rifiuti e si sono diretti presso la MM Duomo. Subito fermati dai poliziotti, che hanno anche recuperato la carta bancomat gettata, i due hanno fornito versioni discordanti e non corrispondenti alla realtà: prima hanno detto di non essere entrati in alcun negozio e, poi, si sono contraddetti dicendo di aver comprato delle cose in alcuni esercizi commerciali del centro città negando di aver provato ad effettuare pagamenti a mezzo bancomat ma di aver utilizzato esclusivamente denaro contante. I poliziotti, che hanno rintracciato la proprietaria del bancomat, una 85enne a cui era stato rubato il portafoglio due giorni prima in un fast food, hanno arrestato il cubano, che ha numerosi precedenti penali, e la 21enne italiana di origini sudamericane per indebito utilizzo di carte di credito.
Negli stessi momenti un altro gruppo di poliziotti della Squadra Mobile stava seguendo una coppia di cittadini sudamericani, un cileno di 40 anni e un’argentina di 33, che, anche loro individuati per il loro modo sospetto di spostarsi in via Torino, si sono recati presso il negozio di una catena di grandi magazzini in corso Vittorio Emanuele: dal piano ammezzato dove guardavano varia merce esposta, coprendosi l’un l’altra ma senza riuscire a prendere nulla, si sono spostati al piano superiore. La donna ha prelevato dagli espositori due felpe nel corner di una casa di moda per abbigliamento invernale e si è recata nel camerino mentre il complice ha preso una maglia chiedendo informazioni al commesso per distrarlo. Uscita dal camerino la donna ha passato le felpe al cileno che le ha nascoste in una borsa di tela e sono immediatamente usciti in strada senza che la barriera antitaccheggio entrasse in funzione. I poliziotti li hanno immediatamente fermati e la donna è stata trovata in possesso di un risolutore magnetico per etichette di sicurezza, strumento utilizzato verosimilmente all’interno del camerino per estrarre le placche antitaccheggio dai capi del valore complessivo di 1.100 euro. L’uomo, oltre alle felpe appena rubate, aveva con sé un paio di occhiali da sole, del valore di 250 euro, senza giustificarne il possesso, che sono risultati esser stati rubati da un negozio di ottica di via Broletto, motivo per il quale i due arrestati per furto aggravato in concorso sono stati denunciati anche per ricettazione.
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