Buona domenica ai lettori, siamo alla giornata 22 iniziata venerdì con un anticipo, Cagliari-Torino, a cui se ne sono aggiunti ieri altri 3: Atalanta-Udinese, Juventus-Empoli e Milan-Bologna. Partiamo dal primo, dall’incontro dell’Unipol Domus di Cagliari, dove il pubblico avrebbe voluto commemorare lo scomparso campione Gigi Riva con una vittoria. Invece il Torino ha detto no, spiacenti, abbiamo bisogno di questi 3 punti, e se li è presi.
Questo Torino ora può credere nell’Europa. I ragazzi di Juric ritrovano il successo in trasferta, che mancava dallo scorso ottobre, e superano 2-1 i rossoblu, ieri in maglia bianca commemorativa, nella serata del commovente addio del popolo sardo allo scomparso campione. I ragazzi di Ranieri hanno comunque onorato la memoria di “Rombo di Tuono” soprattutto nel secondo tempo, quando la meravigliosa rete di Viola ha soltanto parzialmente sistemato il doppio svantaggio derivante dai gol di un devastante Zapata e di Ricci nel primo tempo. Un successo pesantissimo per i granata, forse sintomatico finalmente del tanto agognato salto di qualità. I sardi, invece, restano pienamente impantanati nella corsa salvezza e terminano la loro striscia di sei risultati utili consecutivi all’Unipol Domus.
A Bergamo, ecco che torna la “vecchia” Atalanta, quella che esalta i tifosi, gioca, attacca e fa gol. Udinese a fare da sparring partner contro un’Atalanta solida, matura e concreta, che coglie la quinta vittoria interna casalinga regolando 2-0 i friulani, con le reti nel primo tempo di Miranchuk e Scamacca, entrambi ispirati da un incontenibile De Ketelaere, per fortuna dei nerazzurri lontano parente di quello visto in rossonero. L’Udinese prova a rispondere, restando in partita fino all’ultimo, ma la Dea la chiude sul 2-0 e sgasa a 36 punti al quarto posto, mettendo le cose in chiaro con la Fiorentina, momentaneamente scavalcata a +2 al quarto posto e impegnata in questa ventiduesima giornata al “Franchi” contro l’Inter.

Passiamo a Torino, dove chi si aspettava bianconeri d’assalto a maramaldeggiare contro la povera cenerentola, si è sbagliato di grosso perché la capolista (fino a prova contraria) Juventus finisce nella trappola Empoli. I toscani, dopo la convincente vittoria contro il Monza, bloccano sull’1-1 Vlahovic e compagni. I ragazzi di Nicola non rinunciano a giocare il loro calcio, mentre i bianconeri si rivelano più remissivi rispetto alle ultime uscite. In diversi momenti clou della gara alla Juventus manca lucidità e l’espulsione al 18′ di Milik ne è l’esempio più lampante. Nella ripresa la Vecchia Signora trova il vantaggio con il solito bollente Vlahovic, dagli sviluppi di un calcio d’angolo conquistato al termine di una buona giocata corale.
La formazione padrona di casa pregustava già il successo e l’allungo sull’Inter, quando una perla da fuori area di Baldanzi fredda la difesa bianconera e trafigge Szczesny. Il sogno salvezza della banda di Nicola continua, mentre gli uomini di Allegri escono dal campo con qualche certezza in meno in vista del big match di settimana prossima contro l’Inter. La battaglia per lo scudetto e la bagarre salvezza proseguono tra emozioni e colpi di scena.

Ultimo degli anticipi a S.Siro, Milan e Bologna incrociano le spade, e alla fine quell’incrocio diventa proprio il segno “X “che compare nella casella del risultato.
Punteggio finale 2-2 che complessivamente appare giusto, anche se forse è il Bologna ad aver giocato meglio, almeno a tratti. Il Milan invece può recriminare più che altro con sè stesso, o nel dettaglio con i suoi due rigoristi dell’occasione, Giroud e Theo, che hanno gettato alle ortiche entrambi i penalty assegnati correttamente ai rossoneri dall’arbitro Massa. Il primo, causato da un fallo di Ferguson su Kjaer in area al 39′, con Giroud che batte sulla sinistra di Skorupsky: il portiere intuisce il tiro, non potente e poco angolato, e addirittura lo blocca. Il secondo, al 73′ manata in faccia di Beukema su Leao e rigore ineccepibile per il Milan. Stavolta va Theo Hernandez, che sceglie lo stesso lato di Giroud ma centra il palo. Il francese segna poi sulla ribattuta, ma l’arbitro giustamente annulla secondo regolamento perché il portiere non tocca il pallone, calciato direttamente sul palo.
Riepilogando, la sequenza del punteggio parte con il Bologna, che va in vantaggio al 29′,ci provano prima Fabbian e poi Calafiori, due tiri respinti dalla difesa. Alla fine arriva Zirkzee che con il destro batte Maignan. Il Milan agguanta il pari al 45′, giusto una manciata di minuti dopo il primo rigore fallito: Pulisic legge bene l’inserimento di Calabria e lo serve in area. Assist del capitano rossonero per Loftus-Cheek che mette la zampa in scivolata, e pallone in rete. Ad inizio ripresa, colossale occasione per il Bologna che manca il 2-1, liscio di Kjaer in area e ottimo aggancio di Zirkzee, che poi con il destro calcia direttamente in curva da ottima posizione. Tra il 63′ e il 70, due grandi opportunità per il Milan, con Reijnders che centra l’incrocio dei pali, e con Leao che su mancata deviazione di Jovic si trova il pallone a sorpresa tra i piedi, e calcia fuori. Nuovo vantaggio Milan invece all’83’, ancora Loftus-Cheek: stavolta l’inglese segna di testa su assist di Florenzi dalla destra, ben servito da Leao sul lato opposto. Partita che a quel punto sembrava alla portata del Milan, ma sfuma invece appena un minuto dopo il 90′, con 5′ di recupero. Ingenuità colossale di Terracciano che trattiene Kristiansen in area, Massa assegna il rigore dopo aver visionato l’episodio al VAR. Sul dischetto si presenta Orsolini, Maignan intuisce ma non basta. Primo gol in carriera al Milan per Orsolini che vale il 2-2 definitivo. Delusione sugli spalti, per i rossoneri un’occasione persa per accorciare su Juventus e Inter, che domenica prossima si affronteranno nello scontro diretto a S.Siro.
E’ tutto per il sabato, oggi altre 5 partite, occhi puntati particolarmente su due di queste tra cui Lazio-Napoli alle 18 e, in chiusura, Fiorentina-Inter alle 20,45.
Arrivederci a domani per i commenti e per chi è interessato, con la coda della 22a giornata alle 20,45: Salernitana-Roma.
