Un piccolo ma sincero segno di solidarietà con Israele. Domenica prossima si terrà anche a Milano la ‘#RideToBringThemHomeNow‘, pedalata di solidarietà organizzata dal team ciclistico Israel – Premier Tech, insieme al The Hostage and Missing Families Forum e alla Federazione Ciclistica Israeliana con l’obiettivo di chiedere, a cento giorni dal sequestro, il rilascio degli ostaggi catturati da Hamas nel corso del blitz del 7 ottobre scorso.
#RideToBringThemHomeNow A Milano: l’iniziativa di solidarietà per le vittime israeliane
L’iniziativa si svolgerà in contemporanea a Tel Aviv, Barcellona, Parigi, Londra, Melbourne, Los Angeles, Hong Kong, Bruxelles e in numerose altre città del mondo e l’appuntamento milanese è alle 11 in via Washington angolo via Roncaglia dove saranno distribuiti dei fiocchi gialli per poi partire sulle due ruote lungo il percorso che si concluderà in largo Cairoli passando per piazza Piemonte, corso Vercelli, via Pagano, via Pucci (di fronte alla sede Rai) e parco Sempione.
Per ricordare l’orrore del 7 ottobre compiuto da Hamas, il massacro e il rapimento degli ostaggi, la tragedia-origine della guerra: ostaggi di cui Hamas non vuol parlare, accusando e solo accusando lo stato di Israele che si è difeso.
E questo mentre all’Aia si svolge un processo vergognoso. Questa la realtà dei fatti per amore di verità.
“Se ci sono stati atti di genocidio, sono stati perpetrati contro Israele”. Lo ha dichiarato la difesa israeliana durante l’udienza della Corte internazionale di giustizia sul conflitto Hamas-Israele, dove lo stato ebraico presenta i suoi argomenti contro la denuncia del Sudafrica. Un membro della squadra di difesa israeliana, Tal Becker, ha esordito affermando che il Sudafrica ha presentato “un quadro fattuale e giuridico profondamente distorto. L’intero caso si basa su una descrizione deliberatamente curata, decontestualizzata e manipolativa della realtà delle attuali ostilità”.
Le azioni militari di Israele a Gaza sono atti di autodifesa contro Hamas e “altre organizzazioni terroristiche”, ha affermato Becker.
Il Sudafrica, secondo il membro del team difensivo israeliano, “cerca di contrastare il diritto intrinseco di Israele a difendersi. Per permettere ad Hamas non solo di farla franca con il suo omicidio, letteralmente, ma di rendere Israele indifeso”. Ha anche citato le “forti relazioni” tra Sudafrica e Hamas anche dopo il 7 ottobre.
“Siamo costretti a condividere con la corte una parte dell’orrore”, ha aggiunto introducendo un video sulle mattanze del 7 ottobre. “Lo facciamo perché è impossibile comprendere il conflitto armato a Gaza senza apprezzare la natura della minaccia che Israele sta affrontando e la brutalità delle forze armate che lo affrontano”.
