Buona domenica ai lettori, 3 gli anticipi di ieri, sabato 9 Dicembre: Verona-Lazio, Atalanta-Milan e Inter-Udinese.
In ordine cronologico, per la Lazio non è stata una passeggiata contro il Verona Hellas, anche se in fondo aveva certamente i favori dei pronostici. Un gol di Zaccagni, peraltro da cineteca (tacco volante) non è bastato ai biancocelesti, ripresi a Verona dalla rete di Henry: finisce 1-1 nonostante 20 minuti in superiorità numerica per l’espulsione di Duda. Annullato anche un gol a Casale. La Lazio resta a centro classifica (ottavo posto) , superata dall’Atalanta e anche dal Torino in caso di vittoria dei granata a Frosinone. L’Hellas non vince da agosto, ma trova il terzo pari consecutivo.
Dolori invece per Pioli in quel di Bergamo, dove i nerazzurri dell’Atalanta hanno vinto all’ultimo respiro la resistenza di un Milan parso un po’ sottotono, ma comunque in grado di rimontare due volte lo svantaggio. Non le è riuscito il terzo pareggio, meno ancora una vittoria che invece premia gli uomini di Gasperini, tra i quali una nota di merito va a Lookman, una vera spina nel fianco dei rossoneri, al punto di mettere a segno una doppietta oltre a creare continui grattacapi al portiere milanista Maignan.
Nel complesso, una partita vivace e sempre intensa, con cinque gol, occasioni da una parte e dall’altra, un’espulsione. E, soprattutto, una magia di tacco al quinto minuto di recupero per determinare il risultato. Alla fine a far festa è solo l’Atalanta, che si impone per 3-2 sul Milan al termine di una partita dalle mille e mille emozioni. A decidere è Luis Muriel, che con un inserimento vincente concluso da un mortifero colpo di tacco davanti a Maignan regala tutti e tre i punti in palio alla Dea. Lookman era stato il grande protagonista nerazzurro con una doppietta, rintuzzata prima dal momentaneo 1-1 di Giroud e poi dal secondo pareggio di Jovic. Espulso al 93′ Calabria, poco prima della prodezza di Muriel. L’Atalanta riscatta il crollo di Torino, il Milan si prepara nel peggiore dei modi alla sfida da dentro o fuori di Newcastle. E, forse, abbandona con un bel po’ d’anticipo ogni speranza scudetto, almeno fino a prova contraria.

E la prova contraria non è comparsa tanto ieri a Bergamo, quanto venerdì a Torino dove il Napoli è stato superato con il solito golletto a zero dalla Juventus, e ieri sera stessa a S.Siro, dove l’Inter non ha esitato a rispondere col megafono a chi aveva messo il “horto muso” avanti il giorno prima. Dal megafono nerazzurro sono usciti altri 4 palloni, spediti nella porta dell’Udinese con una facilità quasi disarmante. Fin dall’inizio, si è capito quali fossero le intenzioni della squadra di Inzaghi, anche a costo di qualche sporadico affondo senza esito dell’Udinese. Già al 10° minuto Lautaro stacca di testa su preciso cross di Dimarco, palla che centra in pieno il palo alla sinistra di Silvestri, ma lo strapotere nerazzurro viene fuori nel finale di un primo tempo dominato, precisamente dal 37’ al 44’: rigore trasformato da Calhanoglu (trattenuta di Perez su Lautaro, penalty assegnato con l’on field review), diagonale vincente di Dimarco su palla del turco e tocco vincente di Thuram su assist di Mkhitaryan, al termine di una grande azione corale. Tutto nello spazio di soli 7 minuti, il resto è amministrazione, prima del gol del definitivo 4-0 di Lautaro. Inzaghi può anche gestire le energie in vista della sfida di martedì contro la Real Sociedad, decisiva per il primo posto nel girone. Troppa Inter per l’Udinese, ai nerazzurri basta un tempo soltanto per indirizzare la sfida contro i friulani e tornare davanti in classifica alla Juventus, con un vantaggio che rimane di due punti esattamente come al termine della giornata precedente.
E’ tutto per il sabato di anticipi, oggi altre 4 partite tra cui spicca il match tra Roma e Fiorentina in serata, poi chiusura del turno lunedì con i 2 incontri rimanenti.
