In gioco i fondi del Pnrr per processi troppo lenti: per una sentenza 1.167 giorni (contro media Ue di 121)

Economia e Politica

La lentezza innanzi tutto. Poi i vuoti di organico, che della lentezza sono anche causa, e il nodo della prescrizione. I problemi che affliggono la giustizia sono sempre gli stessi. Ma nel report, diffuso dalla commissione europea per l’Efficienza della Giustizia (Cepej) lo scorso luglio, il nodo dei tempi è il primo da sciogliere.

Per ciascun grado di giudizio, è stato individuato un indicatore relativo al tempo medio di definizione dei procedimenti, preso come riferimento dalla Commissione per i fondi del Pnrr. Sul penale, l’Italia si è impegnata a ridurre entro il 2026 del 25% i tempi in ciascuno dei tre gradi di giudizio.

Non solo tribunali, intercettazioni e nuove regole per mettere un punto alla Giustizia-lumaca. C’è un’altra “riforma Cartabia” pronta a entrare in vigore. E questa volta in anticipo. Separazioni, divorzi, figli e affidi. Da marzo in poi il diritto di famiglia in Italia volterà pagina.

LA RIFORMA

Dalla soppressione dei tribunali per i minori alla nascita di un “Tribunale della Famiglia”la riforma – in vigore già dalla fine di febbraio, con 120 giorni di anticipo sul programma – punta a superare la frammentazione tra tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare.

Come? La tabella di marcia, come per ogni riforma in questa fase, segue il cammino del Pnrr, i fondi europei per la ripresa. Da giugno entrerà in vigore la riforma sulla mediazione assistita. Dall’inizio del 2025 invece sarà operativa la nuova sezione del Tribunale della Famiglia e sarà applicata la normativa sui minori.

LA TAGLIOLA SUI TEMPI

Quanto alle novità, la prima consiste proprio in un accorciamento dei tempi. Un esempio: i procedimenti di separazione partiranno da un ricorso in cui le parti dovranno presentare immediatamente la documentazione, anche relativa alla situazione economica e patrimoniale, oltre che eventuali prove utili al procedimento.

La riforma prevede anche il deposito di un “piano genitoriale”: un documento che riassume le attività dei figli sia relative alla scuola sia extra-scolastiche. Ma anche un rapporto sulla frequentazione dei parenti (oltre ai genitori, nonni, zii, cugini) e sulle vacanze.

LE TUTELE PER I MINORI

Ancora sui divorzi, arrivano novità sul procedimento giudiziario. Non ci sarà più infatti l’udienza presidenziale che, fino ad oggi, serviva a stabilire provvedimenti transitori. Il giudice potrà invece, con un’ordinanza motivata, stabilire provvedimenti urgenti e temporanei “nell’interesse delle parti e dei figli”. E dovrà al contempo nominare un “curatore speciale” a garanzia degli interessi dei minori.

In sostanza, la riforma snellisce e semplifica il procedimento di separazione e divorzio e mette al centro le esigenze dei figli (soprattutto se minori). In questa operazione rientra una revisione dei compiti oggi affidati alla figura del giudice onorario che nei procedimenti del Tribunale per minorenni svolge il ruolo di giudice su un piano di parità con i giudici togati. (Il Messaggero)

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