“Sono un Alpino”: la solidarietà alle penne nere dal 150° corso Ufficiali “Montello”

Società

L’Associazione “Non una di meno”, quella che imbratta la statua di Montanelli, per capirne subito il protagonismo fanatico, ha accusato gli alpini di molestie a fondo sessista. Per ora le denunce sono via web e l’Ana, ha invitato le presunte vittime a non denunciare sui social “veicolo di informazioni approssimative e fuorvianti” ma di rivolgersi direttamente all’autorità giudiziaria.

Pubblichiamo una lettera di solidarietà agli Alpini firmata da un generale carrista  insieme ai colleghi del suo corso d’Accademia.

“Giusto che chi ha sbagliato a Rimini, e solo chi ha sbagliato, paghi! Per una vita sono stato Carrista, ma da oggi sono anche un Alpino.

Se è vero che alcune centinaia di persone (non Alpini, c’è differenza) hanno commesso un reato, non capisco perché debba pagare un Corpo composto da persone oneste. Queste persone, ricordo, sono quelle che hanno servito l’Italia con generosità e con interventi tempestivi nei momenti di grande bisogno, dai terremoti, alle alluvioni e recentemente durante l’emergenza COVID. Queste persone non hanno smesso di essere Alpini neanche dopo il congedo!

Non si può generalizzare e criminalizzare una grande Associazione.

Da oggi nel cuore ho anche io una penna nera, quella dell’Alpino italiano rispettato in tutto il mondo e, da pochi giorni, non da tutti gli italiani!

Come è strano il nostro Paese, ribelliamoci ai qualunquisti. Siamo convintissimi che è necessario denunciare TUTTI coloro che commettono vili reati contro chiunque, ma solo i responsabili, non ci sto a criminalizzare una intera categoria di persone per bene. Sorrido, oggi, quando molti, che hanno approvato solo pochi giorni fa una legge per ricordare una Battaglia eroica in Russia, chiedono la sospensione dei Raduni degli Alpini. Ho paura di un paese che in poche settimane passa da una posizione a quella opposta e solo per meri fini di strumentalizzazione e per oscuri obiettivi!

Il Cappello da Alpino che riproduco ha sfilato a Rimini, era il Cappello di un grande Uomo che si onorava di essere un Alpino. Il mio Amico di Cordenons (PN) è “andato avanti” solo due giorni prima del Raduno di Rimini. Il suo Cappello era comunque a Rimini portato da chi riconosce nei grandi Uomini lo spirito degli Alpini.

Giù le mani dagli Alpini, chi ne parla male o li accosta ai delinquenti è un disonesto!!!

Vorrei sottolineare che sono dalla parte delle donne molestate e che subiscono violenze, sempre con chi è più debole, ma non voglio mai che si generalizzi, ci sono anche Uomini veri!!!

Paghino i delinquenti e vengano puniti severamente.

SONO UN ALPINO”.

Gen. Andrea Caso e gli ufficiali del

150° Corso “Montello”

Blog Andrea Cionci

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