Dehors in libertà, anche a Milano il parcheggio può attendere

Milano

L’invasione di sedie e tavolini di bar e ristoranti negli spazi solitamente riservati alla sosta delle auto e sui marciapiedi, grazie alle deroghe concesse agli esercenti durante il picco della pandemia, nonostante le polemiche suscitate tra residenti esasperati per il rumore e automobilisti privati delle sempre meno numerose possibilità di parcheggio, è destinata a continuare. Ecco una panoramica della situazione a Milano.

Milano, rimarrà l’80% delle occupazioni. Diverso l’approccio del capoluogo lombardo, che – mentre il sindaco Giuseppe Sala piange miseria e chiede soldi al governo centrale – ha deciso di concedere agli esercenti uno sconto del 20% sul canone di occupazione del suolo pubblico per almeno altri nove mesi. Così, secondo le stime dell’Epam, l’associazione dei pubblici esercizi della città, l’80% dei 2.500 dehors nati grazie al Covid (1.300 soltanto nel centro storico) sono destinati a rimanere. In altre parole, dei 2.400 posti auto cancellati a favore di tavolini e sedie soltanto meno di 500 torneranno all’utilizzo originale. Il che non stupisce, visto che l’amministrazione meneghina non fa ormai più mistero della sua volontà di cancellare i mezzi di trasporto personali dalla mappa della città.

Oltre il marciapiede. Un progetto, quello di espellere le auto non solo dal centro storico, che trova conferma persino nelle condizioni che erano state poste per attrezzare un dehors “emergenziale” a Milano (e che a quanto pare non verranno abolite). Infatti, quando i due metri di spazio ufficialmente richiesti per consentire il passaggio dei pedoni non ci sono, il ristorante può occupare pure la carreggiata. Risultato: oltre 400 esercenti hanno potuto espandersi in strada, alla faccia della viabilità e – non c’è bisogno di dirlo – delle aree riservate alla sosta.

Buone notizie. Qualcosa di positivo si può però leggere tra le linee guida che definiscono i nuovi criteri per l’occupazione in vigore dal gennaio 2023 (quest’anno vige ancora un regime transitorio). La novità principale riguarda proprio le installazioni, che saranno soggette a una stagionalità compresa tra il 15 aprile e il 15 ottobre. Perché sottrarre inutilmente spazi preziosi alla sosta dei residenti, ancor più in quelle vie o quartieri in cui trovare un parcheggio rasenta l’impossibile, anche d’inverno, quando tavolini e arredi vari giacciono tristemente abbandonati, cellofanati per settimane? Potrebbe essere, questo, un primo passo avanti in direzione di una normalizzazione dell’emergenza. Da allargare anche alle piazze tattiche e ai loro tavoli da pic-nic e da ping-pong che, sotto la pioggia o con il gelo, attirano ben pochi “clienti”. (fonte Quattroruote)

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