Buongiorno lettori, campionato che corre e siamo a -6 dal traguardo. Tutto ancora incerto sia in testa che in coda, dove forse soltanto la Salernitana può ormai essere considerata la prima delle retrocesse, anche se non ancora matematicamente. In testa la lotta si fa serrata tra le 3 maggiori candidate allo scudetto, seguite a ruota in quarta posizione da una Juventus vincente, anche se non convincente, a Cagliari, nel secondo degli anticipi top del sabato.
Nel primo, a S. Siro era di scena l’Inter reduce dalla vittoria non limpida, ma strappata con le unghie a Torino contro la Juventus. Avversario di turno il Verona, avversario non comodo come del resto nemmeno altri, a questo punto del campionato. Ma l’Inter si presenta in campo in versione, quasi sorprendentemente, a somiglianza di quella del periodo natalizio: grintosa, determinata, rimettendo in mostra soprattutto nel primo tempo un gioco arioso e pungente come ai bei tempi. Evidentemente rinvigorita dai 3 punti contro i bianconeri, ha dominato il primo tempo in lungo e in largo, con grande ritmo e intensità, rallentando un po’ soltanto nella ripresa e concedendo qualche chance ai veneti, che però non hanno avuto la forza di concretizzare. Partita indirizzata fin dall’inizio a favore degli uomini di Inzaghi, con Barella che apre la porta di Montipò al 23′, seguito dopo 7 minuti dal raddoppio di Dzeko. Entrambi i gol ispirati da un grande Perisic, laterale a tutto sprint che ha servito i sontuosi assist del successo. Ma tutta la squadra si è mossa decisamente molto meglio delle ultime uscite, con Chalanoglu, Brozovic, Barella, ma anche DiMarco e Dzeko, oltre al citato Perisic, che hanno messo in campo se, non il meglio, qualcosa di abbastanza vicino. Bene il Verona nel secondo tempo, non si è mai arreso, ha tentato di recuperare ma l’handicap del ko nel primo tempo ha inciso sul finale.
Vediamo come è andata invece la vittoria (1-2) della Juventus a Cagliari. Alla vigilia, la partita era stata presentata da Allegri come probabilmente “brutta”, e per un tempo abbondante lo è stata, visto che il Cagliari al 10′ buca la rete di Szczesny con un gran gol di Joao Pedro (su palla persa da Dybala) e costringe i bianconeri a rincorrere. Rispondono poi allo svantaggio le segnature di De Ligt a fine primo tempo e Vlahovic al 75′ (innescato proprio da Dybala). Gol annullati a Rabiot e Chiellini, per una Juve che domina ma fa sempre fatica là davanti. Zona Champions rinforzata per i bianconeri, con la Roma che torna, in attesa dell’impegno casalingo contro la Salernitana, a otto punti di distacco. Quinta sconfitta consecutiva per la band di Mazzarri, in attesa di conoscere i risultati di Venezia e Genoa.
Il terzo anticipo, che sarebbe in realtà sarebbe stato il primo in ordine di tempo ma non di importanza, vede di fronte Empoli e Spezia, che si annullano a vicenda in uno 0-0 senza lampi sottoporta. Rinvia ancora l’appuntamento con la vittoria la squadra toscana, ma ottiene un buon punto contro una squadra organizzata e ordinata come quella di Thiago Motta. Un pareggio che alla fine dei conti soddisfa entrambe le squadre e che permette di fare un piccolo passo verso la salvezza. Migliore in campo Ivan Provedel, autore di tre parate decisive, molto bene anche il pari ruolo Guglielmo Vicario, reattivo in due circostanze.
Sfida dura e decisamente fisica quella tra Venezia ed Udinese. Bianconeri nel complesso superiori, sia sul piano del gioco che nella gestione degli episodi. Proprio da un lampo di Deulofeu, ispiratissimo, è scaturito il rigore trasformato dallo spagnolo al 35′. Nella ripresa, Henry ha poi siglato il gol del pareggio con una zampata da bomber d’area al minuto 86. Nel finale, con il Venezia riversatosi in avanti a caccia della vittoria, il secondo gol consecutivo in Campionato di Becao ha poi inchiodato i conti sull’1-2 al 94′. In virtù di questo risultato l’Udinese ipoteca la propria salvezza, portandosi a +14 sul Venezia, al sesto ko consecutivo.

Immobile e la sua Lazio fanno sul serio, asfaltano a Marassi per 4-1 il Genoa e scavalcano nuovamente in classifica la Roma, impegnata in casa contro la Salernitana, ma solo per qualche ora. Un Immobile tornato a livelli top, autore della seconda tripletta stagionale dopo quella messa a segno con lo Spezia, nuovamente in testa alla classifica dei goleador.
Inizia un Genoa volenteroso, che risponde colpo su colpo ad una Lazio con ovvia qualità in più, ed impensierisce Strakosha prima col colpo di testa di Ostigard, poi dalla distanza con Amiri. La superiorità degli uomini di Sarri esce alla distanza con un bellissimo gol di Marusic, che chiude con un preciso interno destro una grande sgroppata sulla fascia. I biancocelesti aumentano così i giri del motore e durante il minuto di recupero raddoppiano con Immobile, su azione solitaria sulla destra di Lazzari, raccogliendo a rimorchio l’assist e battendo Sirigu. Monologo laziale anche ad inizio ripresa: super parata di Sirigu su Felipe Anderson, preambolo dello straordinario pomeriggio di Immobile che firma prima il secondo gol, su grande imbeccata di Luis Alberto e poi, dopo lo sfortunato autogol di Patric, si mette in proprio per la tripletta personale. Per il capitano biancoceleste sono 24 i gol in campionato, 179 in totale in Serie A. Se l’Europa può diventare realtà per la Lazio, è ora praticamente un miraggio la salvezza per il Genoa: Blessin, al secondo ko consecutivo, sembra aver perso il tocco magico.
La Roma supera 2-1 la Salernitana, con un Olimpico da oltre 65 mila presenti. Primo tempo anomalo con i giallorossi padroni del campo, ma mai in grado di creare seri pericoli a Sepe. Di Radovanovic, al 23′, lo splendido gol su punizione che ha sbloccato il match. Nella ripresa la Roma ha continuato a spingere con moltissimi giocatori, fino a trovare il gol dell’1-1 con un gran mancino a giro del subentrato Carles Perez all’81’. 4 minuti più tardi, punizione morbida di Veretout e Smalling sigla il definitivo 2-1 con un tap-in sottoporta. La Roma va a quota 57 punti in classifica, al quinto posto, e mantiene 5 punti di distacco dalla Juventus ed un punto di vantaggio sulla Lazio.
ll Napoli si inchina di fronte a una Fiorentina semplicemente splendida. Al Maradona i viola di Italiano si impongono 3-2 e per gli azzurri di Spalletti il ko è pesante: sprecata la chance di conquistare, almeno per qualche ora, la vetta solitaria della classifica in attesa di conoscere il risultato del Milan impegnato domenica sera sul campo del Torino. I gol: Nico Gonzalez sblocca la partita nel primo tempo, poi nella ripresa succede di tutto. Mertens firma il pari, Ikoné e Cabral mettono le ali alla Fiorentina prima del gran gol di Osimhen al minuto 84. I viola reggono l’urto nel finale ed espugnano Napoli per la seconda volta in stagione, infatti agli ottavi di Coppa Italia finì 2-5.
L’ Atalanta ha la testa al Lipsia, e sul campo del Sassuolo sfodera una prestazione incolore come poche in stagione. La squadra bergamasca è infatti messa sotto dai neroverdi ordinati e attenti in difesa, ma al tempo stesso capaci di creare tante occasioni con la fantasia degli uomini là davanti. Su tutti l’ispiratissimo Traore, autore con un gol per tempo della doppietta che condanna la Dea a un periodo di crisi prolungato in Serie A.
L’ Atalanta infatti ha vinto solo una delle ultime 5 partite di campionato, incassando però ben 3 sconfitte. Un ruolino di marcia che allontana i bergamaschi dalla zona Europa e che li obbliga a questo punto alla ricerca del “colpaccio”, al tutto per tutto in Europa League che significherebbe gloria e qualificazione addirittura in Champions. Certo, il primo passo, giovedì sera a Bergamo col Lipsia, sarà ritrovare una squadra con la testa. Troppo spenta oggi la Dea per essere vera. Bene invece il Sassuolo: la vittoria (2-0) vale il sorpasso al Verona al 9° posto in classifica.
Serviva assolutamente una pronta risposta all’Inter, ma il Milan si blocca al cospetto del Torino, dove nello scorso campionato aveva vinto con un impressionante 7-0, e vede ridursi a due le lunghezze di vantaggio sui nerazzurri, che hanno sempre la gara di Bologna da recuperare. All’Olimpico Grande Torino finisce con uno 0-0 che rispecchia pienamente l’andamento della partita: equilibrata, bloccata, contratta, insomma se vogliamo bruttina. Gli attacchi soccombono quasi costantemente contro le difese e il risultato è che le palle gol piovono col contagocce. Berisha deve lavorare su Calabria e Tonali, Maignan è bravissimo a togliere dall’incrocio un destro di Vojvoda. Più qualche altra mezza occasione da una parte e dall’altra, tra cui una con Leão. Il migliore è Bremer, un muro a tinte granata, mentre gli avanti rossoneri non incidono. Classifica al termine del weekend: Milan punti 68, Inter e Napoli punti 66. La lotta per lo Scudetto prosegue, sempre aperta e incerta, perchè i risultati che propone questo campionato sembrano uscire da un bizzarro logaritmo, spesso sfuggente ai pronostici.
E lunedì alle 20,45 si conclude questa giornata con l’ultimo incontro, Bologna-Sampdoria.
Buona settimana agli amici lettori.
